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Andrea morto al Colosseo, arriva la svolta: chi è indagato

Roma e l’intero Paese sono ancora scossi dall’ennesima morte sul lavoro, una tragedia che questa volta ha spezzato la vita di un ragazzo di appena 22 anni, con il futuro ancora tutto davanti. Mentre il dolore della famiglia si intreccia alle domande rimaste senza risposta, l’inchiesta prova a fare luce su ciò che è accaduto durante una notte di lavori in uno dei luoghi più simbolici d’Italia: il Colosseo.

C’era un lavoro delicatissimo da completare in uno dei monumenti più celebri al mondo. Una notte di cantiere, un giovane operaio esperto di montagna e una caduta che ha interrotto tutto in pochi istanti. Da allora, le indagini cercano di ricostruire ogni dettaglio di quella sequenza di eventi, analizzando ruoli, procedure e sistemi di sicurezza adottati all’interno del Colosseo.

L’inchiesta della Procura di Roma si allarga e punta ora a chiarire eventuali responsabilità lungo tutta la catena organizzativa del cantiere. Come riporta Il Messaggero, gli indagati sono saliti a otto, mentre gli accertamenti proseguono in attesa dell’autopsia e delle perizie tecniche sulle attrezzature utilizzate durante la tragedia.

Colosseo, salgono a otto gli indagati nell’inchiesta

L’inchiesta sulla morte di Andrea Moretti, il 22enne precipitato nella notte tra il 22 e il 23 settembre da una parete del Colosseo, entra in una nuova fase. Come riporta Il Messaggero, la Procura di Roma ha iscritto nel registro degli indagati altre persone nell’ambito del procedimento per omicidio colposo, portando il totale a otto.

Tra i nuovi indagati figura anche il cognato del giovane operaio, collega presente in cantiere quella notte e, secondo quanto emerge dagli atti citati dal quotidiano, lavoratore preposto alla sicurezza all’interno dell’azienda. Risulta inoltre indagato un terzo operaio che, pur non trovandosi materialmente all’Anfiteatro Flavio durante l’incidente, ricopriva lo stesso incarico di preposto alla sicurezza. Sotto inchiesta anche il titolare della ditta Moretti Quintilio, che aveva ottenuto in subappalto una parte dei lavori per il nuovo impianto di illuminazione del sito archeologico.

L’iscrizione nel registro degli indagati rappresenta un atto previsto dalla procedura penale e non costituisce un’accertata responsabilità: servirà a consentire lo svolgimento degli approfondimenti investigativi e degli accertamenti tecnici.

Il cuore dell’indagine riguarda soprattutto ciò che accadde nei minuti precedenti alla caduta.

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