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Arriva l’ora solare 2026: ecco quando bisogna spostare le lancette

L’autunno porta con sé non soltanto temperature più fresche e giornate che si accorciano, ma anche uno degli appuntamenti più puntuali del calendario: il ritorno all’ora solare. Anche nel 2026 le lancette dovranno essere spostate, mentre il dibattito europeo sulla possibile abolizione del cambio stagionale resta ancora aperto. Per chi ama guadagnare un’ora di sonno la notizia è positiva; per chi invece soffre il buio che arriva presto, il passaggio segna l’inizio di pomeriggi decisamente più brevi.

La data, questa volta, è già stabilita e non lascia spazio a dubbi. La Commissione europea ha infatti fissato ufficialmente il calendario dell’ora legale per il 2026, confermando il ritorno all’orario standard nell’ultima domenica di ottobre.

Ora solare 2023, quando spostare le lancette

Ora solare 2026, quando si spostano le lancette

Il ritorno all’ora solare 2026 è previsto per domenica 25 ottobre. Il passaggio avverrà nella notte tra sabato 24 e domenica 25 ottobre: alle 3.00 le lancette dovranno essere riportate alle 2.00. Si guadagnerà quindi un’ora di sonno, almeno sulla carta, mentre dal giorno successivo il tramonto arriverà prima.

La data non è frutto di una semplice consuetudine del calendario italiano. La normativa europea stabilisce infatti che l’ora legale inizi nell’ultima domenica di marzo e termini nell’ultima domenica di ottobre. Il calendario ufficiale pubblicato dall’Unione europea conferma proprio il 25 ottobre 2026 come data di conclusione del periodo di ora legale.

Il cambio interesserà naturalmente anche la vita quotidiana. Smartphone, computer, tablet e molti dispositivi collegati a Internet aggiornano generalmente l’orario in maniera automatica. Per orologi analogici, sveglie tradizionali e alcuni dispositivi elettronici, invece, può essere necessario intervenire manualmente.

Il risultato più evidente sarà però quello sulla luce naturale: al mattino farà giorno un po’ prima, mentre nel pomeriggio il buio arriverà prima rispetto alle settimane precedenti.

Perché si cambia l’ora tra ora legale e ora solare

L’alternanza tra ora legale e ora solare è stata organizzata a livello europeo per uniformare il calendario dei cambi stagionali e, storicamente, è stata collegata anche all’obiettivo di sfruttare meglio la luce naturale e contenere i consumi energetici.

La disciplina europea oggi in vigore risale alla direttiva 2000/84/CE, che stabilisce il passaggio all’ora legale nell’ultima domenica di marzo e il ritorno all’orario standard nell’ultima domenica di ottobre. La Commissione europea ricorda inoltre che i sistemi di ora estiva furono introdotti in diversi Paesi europei nel corso del Novecento, anche in relazione alle esigenze di risparmio energetico durante periodi di guerra e, successivamente, durante la crisi petrolifera degli anni Settanta.

Non si tratta quindi soltanto di una tradizione legata all’avvicendamento delle stagioni. Nel tempo il sistema è diventato anche uno strumento di coordinamento tra gli Stati europei, particolarmente importante per trasporti, comunicazioni e attività economiche.

Proprio questo aspetto è uno dei motivi per cui l’eventuale superamento del cambio stagionale richiederebbe una decisione coordinata a livello europeo. Una modifica non riguarderebbe infatti soltanto la posizione delle lancette, ma anche il modo in cui i diversi Paesi sincronizzano i propri orari.

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