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“L’ha fatto prima di morire, e Stasi…”. Garlasco, nuova perizia sconvolgente su Chiara Poggi

Una nuova consulenza medico-legale depositata dalla Procura di Pavia riporta al centro dell’inchiesta sul delitto di Garlasco la sequenza degli ultimi momenti di vita di Chiara Poggi. Il documento, firmato dai consulenti Cristina Cattaneo e Biagio Eugenio Leone, rivaluta infatti la possibile durata dell’aggressione e indica un intervallo più ampio rispetto a quello preso in esame nelle precedenti ricostruzioni processuali.

Secondo quanto indicato nella relazione, tra le prime lesioni e la morte della giovane potrebbero essere trascorsi complessivamente tra 30 e 60 minuti. Gli esperti precisano tuttavia che, sulla base dei dati scientifici disponibili, non è possibile definire con esattezza un arco temporale più ristretto.

La valutazione è stata acquisita nel quadro delle indagini della Procura di Pavia su Andrea Sempio e viene considerata insieme agli altri accertamenti medico-legali e investigativi. Il nodo dei tempi, secondo l’impostazione degli inquirenti, può incidere sulla ricostruzione della dinamica e sulla compatibilità con la finestra temporale utilizzata nel procedimento che ha portato alla condanna di Alberto Stasi.

Delitto di Garlasco, la nuova stima sui tempi dell’aggressione

La consulenza prende in esame l’ordine delle ferite riportate da Chiara Poggi, gli effetti delle lesioni e il periodo trascorso prima del decesso. Nella relazione, gli specialisti ritengono che l’intervallo tra le prime ferite e la morte non possa essere valutato in meno di circa 15-30 minuti.

La durata complessiva della violenza, secondo la stessa ricostruzione, potrebbe però avere raggiunto un tempo superiore, fino a collocarsi in una fascia compresa tra 30 e 60 minuti. Si tratta di una stima definita necessariamente prudenziale, poiché la medicina legale non consente di ricavare una cronologia esatta soltanto dall’analisi delle lesioni.

Il passaggio viene considerato rilevante perché la precedente scansione temporale collocava l’omicidio di Chiara Poggi tra le 9.12 e le 9.36 del 13 agosto 2007. La nuova valutazione non costituisce una datazione certa dell’aggressione, ma propone uno scenario temporale più esteso rispetto a quello considerato in passato.

Secondo la Procura, il dato deve quindi essere letto nel suo complesso e messo in relazione con gli altri elementi presenti negli atti. In questa prospettiva, la durata ipotizzata dai consulenti potrebbe non risultare compatibile con la finestra temporale che era stata utilizzata nel procedimento a carico di Stasi.

Non si tratta, tuttavia, di un elemento autonomo o risolutivo. La relazione chiarisce i limiti dell’accertamento e inserisce le conclusioni in una ricostruzione più ampia, ancora affidata alla valutazione degli inquirenti e alle successive verifiche.

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