
La nuova fase dell’inchiesta su Garlasco passa anche dalle conversazioni registrate nell’abitazione della famiglia di Andrea Sempio. A quasi vent’anni dalla morte di Chiara Poggi, alcuni dialoghi privati sono finiti negli atti e restituiscono il clima vissuto dai familiari di Sempio dopo il suo nuovo coinvolgimento nell’indagine.
Tra discussioni sulla difesa, accertamenti tecnici e vecchi elementi tornati sotto esame, emergono parole molto dure. Le più controverse e choccanti sono quelle pronunciate dalla madre Daniela Ferrari nei confronti di Chiara Poggi e della famiglia della vittima. Ma nelle intercettazioni compaiono anche conversazioni apparentemente più tecniche, che riguardano una chiavetta, l’impronta 33 e le misurazioni effettuate su Andrea Sempio.


Garlasco, la conversazione sulla chiavetta
Come riporta Il Messaggero, tra le conversazioni intercettate c’è quella del 2 novembre 2025, quando Giuseppe Sempio parla con il figlio Andrea della possibile esistenza di una chiavetta collegata a un computer. Il padre non ricorda con certezza se il dispositivo fosse presente e la domanda provoca una reazione del figlio.
Andrea Sempio risponde: «No ma io non avevo chiavette».
Poco dopo torna sull’argomento e precisa: «Cioè chiavette… riferito a chi? Non lo so… non ne avevo una di chiavetta».
Il dialogo si inserisce nel quadro delle conversazioni raccolte dagli investigatori durante la nuova fase dell’inchiesta. Il contenuto della registrazione va naturalmente distinto dalle valutazioni sulla responsabilità per l’omicidio: una conversazione intercettata, da sola, non equivale a un accertamento di colpevolezza.
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