
La notizia della sua morte è arrivata dopo una lunga battaglia contro una malattia che aveva scelto di affrontare senza lasciare che diventasse l’unica definizione della sua vita. Mark Mortimer, attore statunitense conosciuto soprattutto per il ruolo di Nick Hudson nella soap Destini, è morto il 23 settembre nella sua casa dell’Illinois. Aveva soltanto 59 anni. A comunicare la scomparsa è stata la famiglia attraverso un necrologio pubblicato online, nel quale i suoi cari hanno ripercorso non soltanto la carriera davanti alle telecamere, ma anche la vita costruita lontano dai riflettori.

La battaglia contro il tumore
Il cancro era entrato nella vita di Mortimer nel 2024, ma secondo quanto raccontato dalla famiglia non era riuscito a cancellare tutto ciò che veniva prima e soprattutto tutto ciò che lui aveva ancora scelto di fare. «Il cancro è entrato nella storia di Mark nel 2024, ma non lo ha mai definito», hanno scritto i suoi familiari, ricordando una persona che anche durante la malattia aveva cercato di trasformare la propria esperienza in qualcosa che potesse aiutare altri.
Insieme alla moglie Christie, Mortimer aveva infatti fondato la Integrative Access Foundation, con l’obiettivo di permettere ai pazienti oncologici di accedere a terapie integrative che, in molti casi, possono risultare troppo costose. Un progetto nato proprio mentre la coppia affrontava da vicino la realtà della malattia e che nel tempo si era trasformato in una vera missione. Al suo fianco fino alla fine è rimasta la moglie, che aveva sposato 25 anni fa, insieme alla famiglia e alle persone più importanti della sua vita.
La fede e il messaggio lasciato dalla famiglia
Nel necrologio, i familiari raccontano anche quanto la fede fosse importante per Mortimer. Credeva in Gesù e nella promessa del paradiso e proprio questa convinzione, spiegano, gli aveva permesso di affrontare gli ultimi anni con una particolare serenità. Il ricordo lasciato dalla famiglia si concentra sul modo in cui aveva scelto di vivere anche nei momenti più difficili.
«Il coraggio non è l’assenza della paura. È scegliere di vivere, amare, ridere, sperare e confidare in Dio anche quando la strada davanti è incerta», si legge nel testo. Per questo, in occasione dell’ultimo saluto, i familiari non hanno chiesto fiori, ma eventuali donazioni alla fondazione creata dalla coppia per sostenere le persone che affrontano il cancro.
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