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“Loro due? Sì..” Garlasco, Andrea Sempio intercettato fa nomi e cognomi: “Se parlo scoppi aun casino”

Il caso Garlasco torna a scuotere l’attenzione pubblica con un’intercettazione attribuita ad Andrea Sempio. A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, le nuove verifiche giudiziarie riaprono interrogativi sulle indagini svolte nel tempo e sulle circostanze che portarono all’archiviazione della posizione di Sempio nel 2017.

La vicenda, chiusa con la condanna definitiva di Alberto Stasi a sedici anni di reclusione, è nuovamente al centro del dibattito per il lavoro della Procura di Pavia. Accanto all’inchiesta sull’omicidio, sono in corso approfondimenti separati sulle presunte irregolarità emerse nella precedente fase investigativa.

In questo quadro, le parole riportate nell’audio hanno attirato l’attenzione. Si tratta di dichiarazioni che dovranno essere valutate dagli inquirenti, senza anticipare conclusioni su responsabilità o condotte che non sono state accertate.

Garlasco e Andrea Sempio: la nuova intercettazione

Andrea Sempio è di nuovo indagato nell’ambito dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella villetta di famiglia a Garlasco. La sua posizione resta distinta da quella di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per il delitto.

Secondo quanto rilanciato dal Tg1 nella serata del 13 ottobre, l’intercettazione risale al 20 novembre 2025. Nella conversazione, il 38enne parla delle indagini relative alla presunta corruzione e lascia intendere di essere a conoscenza di fatti che, se riferiti, potrebbero creare difficoltà ad altre persone.

Il passaggio che ha acceso il confronto è quello riassunto nella frase “Se parlo viene giù tutto”. Parole che hanno riportato l’attenzione su ciò che Sempio potrebbe raccontare e sui soggetti ai quali, secondo la ricostruzione emersa, farebbe riferimento.

Le parole di Sempio sulla presunta corruzione

Nello stesso audio viene riportato un passaggio più articolato. Sempio afferma: “Io gliele dico”. Poi aggiunge: “Quando gliele dico scoppia un mer…e su quelli lì e se vanno a processo quelli è capace che mi chiamano come testimone”.

La conversazione sembra mostrare la convinzione che eventuali dichiarazioni possano avere conseguenze giudiziarie per altri soggetti. Le parole, tuttavia, non rappresentano da sole una prova dell’esistenza di condotte illecite né consentono di definire il contenuto concreto delle informazioni a cui si riferisce.

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