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Garlasco, la madre di Sempio inguaia tutti: “E se analizzano quello?”

Nuovi approfondimenti sull’omicidio di Chiara Poggi, avvenuto a Garlasco il 13 agosto 2007, riportano l’attenzione su una catenina che la giovane indossava il giorno della morte, su alcune intercettazioni familiari e sugli accertamenti tuttora al vaglio degli inquirenti. Al centro del nuovo filone della Procura di Pavia c’è Andrea Sempio, che respinge ogni accusa.

Secondo quanto pubblicato dal quotidiano La Verità in un articolo firmato da Fabio Amendolara e Fabrizio Di Vito, nelle conversazioni acquisite dagli investigatori emergerebbero preoccupazioni legate a eventuali analisi genetiche su reperti conservati dalla scena del delitto. Gli atti citati riguardano anche l’impronta 33 nella villetta di via Pascoli e lo scontrino di un parcheggio di Vigevano.

Le circostanze riferite dal quotidiano devono essere collocate nel quadro complessivo delle indagini. Le conversazioni intercettate possono documentare valutazioni e timori espressi dai protagonisti, ma non equivalgono, da sole, a risultati scientifici o a una prova di responsabilità.

Omicidio Chiara Poggi, la catenina al centro dei nuovi accertamenti

Tra gli oggetti repertati nella casa di Chiara Poggi figura una catenina con un ciondolo a forma di dente, ricevuta in regalo da Alberto Stasi dopo un viaggio a Londra nel luglio 2007. Il monile, che la vittima portava al momento dell’omicidio, è indicato nella documentazione con la denominazione di reperto P.

Stando alla ricostruzione pubblicata da La Verità, i documenti dei Ris descriverebbero il gioiello come imbrattato di tracce ematiche, accompagnato dalla nota «Nessun prelievo effettuato». La circostanza ha riportato in primo piano la possibilità di sottoporre il reperto a ulteriori verifiche tecniche.

La sola presenza di sangue, tuttavia, non permette di definire né la provenienza delle tracce né il momento in cui queste sarebbero state depositate. Per attribuire al monile un eventuale rilievo probatorio servono analisi ripetibili, risultati verificabili e una valutazione coerente con le condizioni di repertazione e conservazione.

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