
Le 5.24 del mattino, il momento in cui tutto è ancora fermo. La città dorme, le strade sono vuote, poi un sussulto improvviso sotto i piedi. Dura un attimo, ma basta a svegliare chi ha il sonno leggero e a far vibrare i sismografi.
La scossa dell’alba
Alle 5.24 di domenica 18 ottobre, mentre Napoli e i Campi Flegrei sono ancora immersi nel buio, i sismografi registrano una scossa di magnitudo 2.5. Un evento di bassa energia, ma avvertito distintamente dalla popolazione per la profondità estremamente superficiale.
L’ipocentro è stato localizzato a soli 1,8 chilometri di profondità: poco più di un chilometro e mezzo sotto la superficie. Una caratteristica tipica del bradisismo flegreo, dove anche scosse di magnitudo contenuta vengono percepite con maggiore intensità proprio perché così vicine al suolo. A comunicarlo sono i dati rivisti dell’Istituto Nazionale di Geofisica e Vulcanologia (INGV), che hanno aggiornato i parametri della prima stima automatica.
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