
Il costo delle sigarette è destinato a crescere ancora nei prossimi anni, con effetti che potrebbero incidere in modo concreto sulla spesa di chi fuma con regolarità. Il percorso previsto dalla legge di bilancio 2026 interviene sulle accise e si svilupperà progressivamente fino al 2028, coinvolgendo non soltanto le confezioni tradizionali, ma anche altri prodotti del tabacco e i liquidi per sigarette elettroniche.
Secondo le stime disponibili, nel 2027 il rincaro medio potrebbe attestarsi attorno a 25 centesimi per pacchetto. Si tratta di un valore indicativo, che non corrisponderà necessariamente all’aumento applicato a ogni singola marca, ma che consente di delineare il quadro della maggiore spesa prevista per i consumatori.
Per chi acquista sigarette ogni settimana, anche una variazione apparentemente limitata può assumere un peso rilevante su base annuale. Il dato centrale, infatti, non riguarda soltanto il nuovo prezzo esposto in tabaccheria, ma la somma degli aumenti sostenuti nel corso di dodici mesi, soprattutto in presenza di abitudini di consumo costanti.
La definizione dei listini aggiornati spetterà ai produttori e agli importatori, mentre le relative tariffe saranno recepite e pubblicate dall’Agenzia delle dogane e dei monopoli. Fino a quel momento, le cifre indicate restano stime medie: il prezzo finale dipenderà dalla marca, dalla tipologia del prodotto e dalle scelte commerciali delle singole aziende.
