
A quasi vent’anni dall’omicidio di Chiara Poggi, il caso di Garlasco continua a far emergere episodi rimasti sullo sfondo delle indagini. Nonostante la condanna definitiva di Alberto Stasi, alcune vicende collaterali e alcuni accertamenti compiuti nel periodo successivo al delitto restano oggetto di dibattito pubblico. Tra queste c’è il ritrovamento di un sacchetto con indumenti e scarpe in un canale della provincia di Pavia, avvenuto pochi giorni dopo l’assassinio.
La questione è stata ripresa nel corso di Quarta Repubblica, trasmissione di Rete 4 condotta da Nicola Porro. La ricostruzione proposta in studio ha riportato l’attenzione sul materiale recuperato nell’agosto del 2007, sulla morte successiva dell’uomo che lo trovò e sui dubbi relativi alla completezza delle verifiche effettuate allora. Al momento, tuttavia, non sono emersi elementi accertati che stabiliscano un collegamento tra quel sacchetto e l’omicidio di Chiara Poggi.

Garlasco e il sacchetto ritrovato nel canale dopo il delitto
Il ritrovamento risale al 22 agosto 2007, nove giorni dopo la morte di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto nella villetta di famiglia a Garlasco. A fare la scoperta fu Diego Portinari, agricoltore di 27 anni, che individuò un sacco in un canale nella zona tra Sairano e Villanova d’Ardenghi, nei pressi di Groppello.
All’interno, secondo quanto ricostruito durante la trasmissione, c’erano alcuni capi di abbigliamento con macchie rosse. Inizialmente si sarebbe ipotizzato che potessero essere tracce di sangue, circostanza che avrebbe reso il ritrovamento potenzialmente rilevante nell’ambito delle indagini. In seguito, quelle macchie vennero indicate come vernice.
La posizione del canale, a pochi chilometri dalla casa dei Poggi, ha contribuito nel tempo ad alimentare domande e interpretazioni. La sola vicinanza geografica, però, non è sufficiente per attribuire agli oggetti recuperati una relazione con il delitto di Garlasco. Non è possibile stabilire, sulla base degli elementi riportati, chi avesse abbandonato il sacchetto né per quale ragione.


Diego Portinari, la morte nel 2008 e i dubbi dell’amico
La vicenda ha assunto contorni più delicati nel dicembre del 2008, quando Diego Portinari venne trovato morto nella sua abitazione di Vigevano. Il decesso fu classificato come suicidio e il procedimento venne archiviato. A distanza di anni, un amico dell’agricoltore ha manifestato perplessità sia sulle circostanze della morte sia sulle reazioni che Portinari avrebbe avuto dopo il rinvenimento del sacco.
Si tratta di dichiarazioni e interrogativi che hanno riportato il caso all’attenzione mediatica, ma che non costituiscono una prova di un legame tra la morte di Portinari e l’assassinio di Chiara Poggi. Resta da capire se tutti gli approfondimenti possibili sul materiale rinvenuto siano stati svolti all’epoca, ma non risultano conferme di una connessione diretta con la scena del crimine.
Nel dibattito televisivo è stato ricordato che il sacchetto non avrebbe contenuto soltanto pantaloni e altri indumenti. Nella ricostruzione citata nel corso della puntata, al suo interno sarebbero state trovate anche tre paia di scarpe. Un dettaglio che ha riaperto la discussione sulle piste rimaste senza una risposta definitiva.
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