
La vicenda dell’omicidio di Chiara Poggi, uccisa il 13 agosto 2007 nella casa di famiglia a Garlasco, entra in una nuova fase giudiziaria. La Procura di Pavia, guidata dal procuratore Fabio Napoleone e dall’aggiunto Stefano Civardi, con il Nucleo Investigativo dei Carabinieri di Milano, ritiene di aver definito una ricostruzione maturata dopo quasi due anni di accertamenti.
Secondo l’impianto investigativo, il nuovo quadro potrebbe incidere anche sulla posizione di Alberto Stasi, ex fidanzato della vittima e unico condannato in via definitiva. Stasi ha scontato 11 anni di carcere dopo una condanna a 16 anni, pronunciata al termine di cinque gradi di giudizio. L’eventuale sviluppo del procedimento potrebbe aprire la strada a una richiesta di revisione.
Al centro dell’attenzione c’è ora Andrea Sempio, amico del fratello di Chiara Poggi, che nel 2007 aveva 19 anni. Per lui è attesa, all’inizio del nuovo anno, la decisione del giudice sull’eventuale rinvio a giudizio.

Delitto di Garlasco, le tracce attribuite ad Andrea Sempio
Tra gli elementi indicati dagli inquirenti figurano il DNA rinvenuto sotto le unghie della vittima, classificato come «aplotipo Y», e un’impronta del palmo destro rilevata sulla parete della scala. Quest’ultima sarebbe stata individuata attraverso 15 minuzie, alcune delle quali considerate rare.
Secondo la Procura, Sempio avrebbe agito «con odio» e «dopo il rifiuto di un approccio sessuale», entrando nella villetta nella consapevolezza che la ventiseienne fosse sola. Si tratta dell’ipotesi formulata dall’accusa, che dovrà essere vagliata nelle successive sedi giudiziarie.



Garlasco, l’alibi e le telefonate ancora da chiarire
La ricostruzione investigativa contesta inoltre un presunto alibi costruito mediante uno scontrino di parcheggio a Vigevano, che sarebbe stato fornito dalla madre dell’indagato. Restano poi da chiarire tre telefonate effettuate verso l’abitazione della famiglia Poggi, un elemento sul quale gli accertamenti sono destinati a concentrarsi.
La situazione, dunque, presenta ancora diversi passaggi da verificare. Saranno le valutazioni del giudice e il confronto tra accusa e difesa a stabilire il peso effettivo degli elementi raccolti nel corso dell’indagine.
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