Il famoso attore Carlo Verdone ha spiazzato il pubblico con una rivelazione a sorpresa: “Non riesco più a farlo“. Il romano l’ha svelato durante un’intervista rilasciata a Fanpage. Le sue parole hanno sorpreso i lettori, da lui sicuramente non ce lo aspettavamo. Di seguito vi riportiamo le parole di Verdone. (Continua dopo la foto…)

La carriera di Carlo Verdone
Carlo Verdone è uno degli attori più famosi della storia del cinema italiano. Tutti noi ce lo ricordiamo in film come “Un sacco bello”, “Bianco, rosso e Verdone”, “Borotalco”, “Compagni di scuola”, “Viaggi di nozze”, “Gallo cedrone” e molti altri ancora. Nel corso della sua lunga carriera ha lavorato inoltre con tantissimi artisti di gran calibro: da Alberto Sordi a Sergio Leone, da Elena Fabrizi a Margherita Buy, fino a Christian De Sica, Claudia Gerini e soprattutto Massimo Troisi, attore scomparso tragicamente il 4 giugno del 1994.
La sua carriera è costellata di premi e successi. Ha vinto sette David di Donatello (oltre a due David speciale), sette Nastri d’argento, tre Globo d’oro, tre Ciak d’oro e tantissimi altri premi prestigiosi. Dal 5 novembre è protagonista su Prime Video con “Vita da Carlo“, serie televisiva realizzata sul suo personaggio. (Continua dopo la foto…)
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La rivelazione a sorpresa
Nel corso di un’intervista rilasciata a Fanpage.it, l’attore si è lasciato andare ad una rivelazione a sorpresa. Verdone ha rivelato di non riuscire ad inventare nuovi personaggi: “La società attuale non ti dà più quelle sollecitazioni che ti arrivavano un tempo. Adesso c’è l’omologazione, sono tutti uguali: taglio di capelli uguali, tatuaggi uguali, colori uguali, scarpe uguali, sembrano tutti dei calciatori. Manca anche una certa creatività perché non c’è più aggregazione e condivisione. Tutti siamo a guardare il cellulare con la testa bassa e questo porta a parlare di meno, di conseguenza anche a creare di meno“. L’attore ha poi aggiunto: “Alla fine i personaggi nascevano soprattutto dalla periferia, quelli forti come Ivano, Moreno Vecchiarutti, i protagonisti di Troppo forte e Gallo Cedrone, perché la periferia è sempre stata un grande teatro della vita. Oggi siamo tutti più soli”.