La costumista e scenografa Giulia Mafai, che a partire dal 1950 per un trentennio ha firmato alcuni tra i più noti film italiani, è morta ieri a Roma all’età di 91 anni. L’annuncio della scomparsa è stato dato da Shalom, il notiziario della Comunità Ebraica della Capitale. In un necrologio diffuso dalla sua famiglia, Mafai ha salutato tutti gli amici: “Conosco la fragilità della vita e la potenza della morte, separate da fili sottili. Ringrazio le mie figlie Ariel e Myrta, mio nipote Elia, l’arte e la vita per tutto quello che mi hanno dato”. (Continua a leggere dopo la foto)

Giulia Mafai morta, nella sua lunghissima carriera ha lavorato con i più grandi del cinema italiano
Giulia Mafai era nata a Roma il 13 gennaio 1930, figlia del pittore Mario Mafai e della pittrice e scultrice Antonietta Raphaël. Giulia era la terza figlia della coppia, dopo la scrittrice e giornalista Miriam
(1926-2012) e la politica Simona (1928-2019). Con le sorelle aveva vissuto l’ambiente artistico e culturale della Roma tra le due guerre mondiali, fino alle leggi razziali del 1938 che sconvolsero le loro
vite e degli ebrei italiani. Prima di quel momento, Mario Mafai e Antonietta Raphaël (nata in Lituania e figlia del rabbino locale) avevano riunito intorno a loro un gruppo di artisti che venne denominato “Scuola di via Cavour”, luogo della loro abitazione alla fine degli anni Venti.
Giulia Mafai ha collaborato con i registi e gli attori più famosi della sua epoca, tra cui Vittorio De Sica, Mario Monicelli, Sofia Loren, Marcello Mastroianni, Elliott Gould, Harvey Keitel e Keith Carradine. Ha lavorato tra i tanti film (vanta 61 crediti) sul set di “Anna” (1951) di Alberto Lattuada, “Un eroe dei nostri tempi” (1955) di Mario Monicelli, “Caporale di giornata” (1958) di Carlo Ludovico Bragaglia, “La ciociara” (1960) di De Sica, “La vendetta di Ercole” (1960) di Vittorio Cottafavi, “Il giudizio universale” (1961) di De Sica, “Il commissario” (1962) di Luigi Comencini, “Appuntamento in Riviera” (1962) di Mario Mattoli, “Il processo di Verona” (1962) di Carlo Lizzani, “Questi pazzi, pazzi italiani” (1965) di Tullio Piacentini, “Questo pazzo, pazzo mondo della canzone” (1965) di Bruno Corbucci e Giovanni Grimaldi (1965), “Yankee” (1966) di Tinto Brass, “Amici miei” (1975) di Monicelli (1975), “La casa stregata” (1982) di Corbucci, “L’inchiesta” (1986) di Damiano Damiani, “Separati in casa” (1986) di Riccardo Pazaglia. Il suo ultimo lavoro è stato per il film “La passione di Giosuè l’ebreo” (2005) di Pasquale Scimeca.