
La serata finale del Festival di Sanremo si è aperta con un momento inatteso, solenne, quasi sospeso. Prima ancora che la musica prendesse il sopravvento e che l’Ariston si accendesse per l’ultima sfida tra i Big in gara, i conduttori hanno scelto di fermarsi e guardare oltre il palco, oltre le luci, oltre lo spettacolo. Il riferimento è andato alla crisi internazionale e alla guerra che in queste ore tiene il mondo con il fiato sospeso, con un passaggio dedicato in particolare alla situazione in Iran.
A introdurre la riflessione è stata Giorgia Cardinaletti, che insieme a Carlo Conti e Laura Pausini guida la finalissima. Le sue parole hanno segnato il tono della serata: “Questa è una storia molto complessa, che ha dentro una grande contraddizione. Tutti noi vorremmo il popolo iraniano libero dall’oppressione e dalle sofferenze”.
Sanremo, sui social è ancora polemica
“Dall’altra però c’è da dire che si sta aprendo un conflitto di cui tutti noi non conosciamo l’esito – ha detto Giorgia Cardinaletti – Il ruolo del servizio pubblico, la nostra missione, è cercare di capire e raccontare quello che accadrà. Lo stiamo già facendo dalle prime ore di questa mattina, continueremo a farlo, grazie al lavoro dei nostri inviati e corrispondenti nelle realtà di guerra, che ci raccontano cosa accade anche a rischio della propria vita”.

Parole che hanno trovato eco nell’intervento di Carlo Conti, che ha voluto sottolineare il senso di responsabilità del palco più popolare d’Italia: “Anche noi questa sera viviamo una contraddizione. Da una parte dobbiamo festeggiare la musica italiana, il vincitore o la vincitrice del festival, ma non possiamo ignorare ciò che sta succedendo intorno a noi nel mondo.