Andrea Sempio: i 21 elementi indicati nell’accusa, punto per punto
- Alibi ritenuto non conclusivo: per gli inquirenti lo scontrino della libreria non coprirebbe la finestra temporale del delitto; l’indagato «ha avuto tutto il tempo» per commettere l’omicidio e allontanarsi.
- Dichiarazioni contestate sulle telefonate: i pm sostengono che «Sempio ha mentito» quando ha spiegato le chiamate a casa Poggi (7 e 8 agosto) come tentativi di rintracciare Marco; per l’accusa si sarebbe trattato di un contatto diretto verso Chiara.
- Movente legato a un rifiuto: viene richiamata un’attrazione giudicata intensa ma non corrisposta, con l’annotazione che «l’interesse non era reciproco»; l’episodio sarebbe maturato dopo un «rifiuto» sentimentale o sessuale.
- Riferimento a video intimi: secondo l’impostazione accusatoria, Sempio avrebbe parlato alla vittima di filmati privati custoditi «dentro la penna» (supporto USB), presentati come leva di pressione.
- Malessere durante un interrogatorio: quando venne ascoltato nel 2008, in presenza di contestazioni puntuali, si sarebbe sentito fisicamente «male».
- Interesse costante per gli sviluppi del caso: negli anni avrebbe mostrato «particolare interesse e preoccupazione» per gli aspetti scientifici riguardanti il Dna rinvenuto sotto le unghie della vittima.
- Ricerca di fondi ritenuta sospetta: nel 2016, appresa la notizia dell’indagine a suo carico, si sarebbe mosso con il padre per «reperire soldi per pagare gli investigatori».
- Versioni ritenute non attendibili nel 2017: per la Procura, nell’interrogatorio di febbraio 2017 avrebbe mentito «facilmente», perché già informato sugli elementi raccolti.
- Appunti gettati via: viene citato il recupero di scritti buttati nella spazzatura il 26 febbraio 2025, con parole che, per l’accusa, «si ricollegano all’omicidio».
- Profilo genetico: gli atti indicano un Dna sotto le unghie della vittima ritenuto «compatibile» con quello di Sempio e «incompatibile» con quello di Alberto Stasi.
- Lesioni da difesa: il fatto che Chiara si sia «difesa» durante la «crudele» aggressione viene utilizzato per spiegare la presenza del profilo genetico dell’aggressore sotto le unghie.
- Impronta palmare “33”: una traccia di palmo rilevata sulla parete delle scale, associata dai periti alle «misure antropometriche» dell’indagato.
- Tracce di calpestio: viene richiamata la compatibilità tra dinamica della caduta e «l’impronta di scarpa insanguinata» sul «gradino zero» della villetta.
- Origine della palmare: secondo l’accusa la traccia 33 sarebbe stata «impressa da una mano bagnata» e non da semplice sudorazione, in base alla reazione alla «ninidrina».
- Visibilità prima dei reagenti: viene indicato che l’impronta era «visibile prima che il Ris di Parma spruzzasse la ninidrina», elemento utilizzato per escludere che fosse solo sudore.
- Risentimento emerso nel tempo: intercettazioni ambientali recenti vengono descritte come rivelatrici di «risentimento e astio» verso la vittima, con offese pronunciate mentre l’indagato era solo in auto.
- Presenza dopo il delitto: la Procura sostiene che Sempio sarebbe «tornato sulla scena del crimine per ben due volte» nel pomeriggio del 13 agosto 2007, osservando la villetta dall’esterno.
- Intercettazioni in auto: vengono riportati audio acquisiti con microspia in cui l’indagato appare agitato e pronuncia frasi ritenute ambigue dopo contatti con i Carabinieri.
- Valutazione sul profilo personale: l’uomo viene descritto come segnato da un’attrazione «non ricambiata» e da una visione distorta del rapporto con l’altro sesso.
- Ricerche e scritti: la Procura richiama contenuti online e documenti che lo indicherebbero come «ossessionato dal sesso violento».
- Conclusioni sui materiali analizzati: il complesso dei documenti, per gli inquirenti, delineerebbe un soggetto «del tutto irrispettoso della dimensione personale femminile».
Appunti del 26 febbraio 2025 e la versione riportata da Nuzzi
Tra gli elementi indicati negli atti, la Procura cita gli appunti recuperati nella spazzatura il 26 febbraio 2025, ritenuti collegabili ai fatti. Sul punto, viene riportata la ricostruzione attribuita al giornalista Gianluigi Nuzzi, che ha confermato la spiegazione fornita da Sempio: si sarebbe trattato di una «scaletta» destinata a uno spettacolo.
Procura di Pavia: gli sviluppi attesi nell’inchiesta
Il fascicolo della Procura di Pavia concentra l’attenzione su riscontri tecnici e su passaggi ritenuti contraddittori nelle dichiarazioni rese nel tempo. L’indagine, in base a quanto emerge dagli atti, prosegue con l’obiettivo di verificare la tenuta dei singoli riscontri e la loro coerenza complessiva, in attesa dei prossimi sviluppi istruttori e degli eventuali ulteriori accertamenti disposti.