"Questa giustizia egiziana così efficiente nei suoi confronti e che vorrebbe mettere lei in carcere, di questo bastar*o che è in giro non si occupa?"
— Dritto e rovescio (@Drittorovescio_) April 30, 2026
Paolo Del Debbio a Nessy Guerra, italiana condannata in Egitto per adulterio.#drittoerovescio pic.twitter.com/k1rWfoRl2Y
Adulterio, Sharia e integrazione: uno scontro culturale
Il dibattito si allarga inevitabilmente oltre il singolo caso. In studio interviene anche Gianluigi Paragone, che sottolinea: «Per la Sharia l’uomo e la donna non sono pari». Una frase che riaccende il confronto sul rapporto tra diritto religioso, legislazioni nazionali e principi universali.
Elsheshtawy ricorda che norme simili non sono un’esclusiva egiziana: «Questa legge era in vigore in Italia fino al 1970 ed è ancora in vigore in altri Paesi, ok? Tutto il Nord Africa, in Medio Oriente, in Asia, Filippine, Taiwan». Un richiamo storico che evidenzia come il tema dell’adulterio sia stato, e in parte sia ancora, oggetto di regolamentazione penale in diverse aree del mondo.
Ma è proprio questo intreccio tra passato e presente, tra culture e sistemi giuridici, a rendere il confronto particolarmente complesso. Le parole finali di Paolo Del Debbio restituiscono il senso di smarrimento che attraversa l’intero dibattito: «Diceva la mia mamma prima di morire: “Di questo mondo non ci capisco più nulla” – chiude Del Debbio – E io, mamma, che ora sei già su in cielo, dico che non ci capisco più nulla neanche io. E non ho nemmeno più voglia di occuparmene, ti dico la verità più pura. Mi fa schifo!».
Una dichiarazione dura, emotiva, che fotografa una frattura profonda: quella tra sistemi di valori, percezioni della giustizia e difficoltà di integrazione, soprattutto quando entrano in gioco diritti fondamentali e differenze culturali difficili da conciliare.