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“E se lei fosse gay?”: botta e risposta tra Gruber e Vannacci, gelo in studio (VIDEO)

Confronto su famiglia naturale e diritti Lgbt

Il segmento più acceso della puntata ha riguardato i temi della famiglia e dei diritti Lgbt. In studio, Vannacci ha contestato alla Lega l’invito di esponenti della comunità Lgbtq a riunioni di partito, ritenendo tale scelta in contrasto con la difesa della cosiddetta famiglia naturale.

Sollevato il punto dalla conduttrice con una domanda diretta, Vannacci ha dichiarato di non volerli ai propri incontri politici e di non essere disponibile a modificare quelli che ha definito paletti per lui chiari.

Nel prosieguo del confronto, Gruber ha osservato che l’idea di famiglia naturale è considerata superata in molte discussioni contemporanee. Vannacci ha ribadito la propria posizione, affermando che per lui il concetto resterebbe valido e che intende continuare a promuoverlo.

La conversazione ha toccato anche dichiarazioni precedenti dell’ex militare sugli omosessuali. Vannacci ha spiegato di essersi riferito al significato del termine normalità in un’accezione ritenuta comune, ma nel passaggio ha commesso un errore citando il dizionario Zingaretti, confondendolo con lo Zingarelli.

La chiusura del dibattito: focus su diritti e orientamento sessuale

Nella parte finale della trasmissione, Gruber ha accusato Vannacci di apparire concentrato in modo ossessivo sulla questione. L’europarlamentare ha risposto invitandola a guardarsi allo specchio.

Rientrando sul punto centrale, Vannacci ha affermato di non comprendere perché dall’orientamento sessuale, da lui definito una preferenza personale, debbano derivare diritti specifici, aggiungendo comunque che ogni minoranza debba essere rispettata.

La conduttrice ha concluso con una domanda diretta: “come reagirebbe se scoprisse di essere lui stesso omosessuale”. La risposta dell’europarlamentare è stata: “non rivendicherebbe alcun diritto”.

L’intervento televisivo ha evidenziato, nel complesso, una dialettica improntata allo scontro e ha riportato al centro l’evoluzione del rapporto tra il progetto di Futuro Nazionale e la Lega, in un quadro descritto come complesso anche sul piano degli equilibri interni al partito.

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