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“È successa una cosa gravissima”. Mario Giordano, è lui stesso ad avvisare il pubblico

Le parole di Mario Giordano in diretta e la decisione di fermarsi

Nel motivare la scelta di rinunciare alla messa in onda, Giordano ha collegato l’episodio a un quadro più ampio, affermando: “Viviamo in un Paese in cui i violenti vincono sempre, restano impuniti e vige la legge dei violenti”, evidenziando, nella sua ricostruzione, la difficoltà di portare avanti inchieste sul territorio in presenza di intimidazioni.

Il conduttore ha poi precisato che la decisione è stata assunta per tutelare i collaboratori coinvolti: “Lo facciamo per i nostri operatori che sono eccezionali, straordinari, ma lo facciamo a malincuore”, ribadendo la volontà di evitare conseguenze per la troupe.

Nel proseguire, Giordano ha aggiunto: “È un altro segno di questo paese in cui i violenti non solo si permettono di occupare le case, ma si possono permettere di occupare anche le scalette dei programmi televisivi decidendo che cosa va in onda e che cosa non va in onda”.

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Ritratto di Mario Giordano

Libertà di informazione e tutela dei giornalisti: il caso al centro del dibattito

L’episodio è stato presentato in trasmissione come un segnale di criticità rispetto all’esercizio del diritto di cronaca in alcune aree. “Evidentemente ci sono pezzi d’Italia in cui non valgono le leggi dello Stato, ma valgono altre leggi”, ha dichiarato Giordano, collegando la scelta editoriale alle condizioni in cui operano le troupe sul campo.

In chiusura, il conduttore è tornato sul punto centrale della decisione, ribadendo: “Lo facciamo per i nostri operatori, lo facciamo a malincuore”, sottolineando che la rinuncia alla messa in onda è stata motivata dalla necessità di proteggere chi ha lavorato al servizio. La vicenda ha riportato l’attenzione sul tema della sicurezza dei giornalisti e sulla libertà di informazione in Italia.

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