Il trionfo del pop trash europeo
La vittoria di Dara con “Bangaranga” conferma ancora una volta la direzione presa dall’Eurovision negli ultimi anni. Sempre meno festival musicale tradizionale e sempre più gigantesco evento spettacolare dove l’impatto visivo, l’eccesso e la riconoscibilità immediata sembrano contare quanto, se non più, della canzone stessa.
In questo scenario, la proposta italiana è sembrata quasi controcorrente. Una scelta identitaria, melodica, emotiva. Forse proprio per questo incapace di conquistare fino in fondo un contesto sempre più orientato verso il pop internazionale più esasperato.
E mentre Vienna celebrava il trionfo di “Bangaranga”, sul volto di Sal Da Vinci restava la consapevolezza di aver portato una delle esibizioni più applaudite della serata senza però riuscire a trasformare quell’affetto nella vittoria sperata.