
News Tv. Un’esplosione di tensione ha scosso gli studi di Canale 5 durante l’ultima puntata di Mattino 5. Il Caso Garlasco, uno dei più controversi della cronaca nera italiana, è tornato prepotentemente al centro del dibattito, scatenando un violento botta e risposta in diretta. Protagonisti dell’acceso confronto, l’avvocato Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, e il giornalista Fabio Lombardi. Ma quali sono state le dichiarazioni che hanno fatto volare gli stracci e quali implicazioni hanno le nuove evidenze scientifiche? Continua a leggere per scoprire i dettagli dello scontro.
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De Rensis riapre il “capitolo indizi”: Il paradosso del DNA
L’avvocato Antonio De Rensis, legale di Alberto Stasi, ha immediatamente puntato il dito contro le narrazioni passate che hanno portato alla condanna del suo assistito, sfruttando l’elemento delle nuove analisi sul DNA. Il legale ha espresso un concetto dirompente: una prova di “piena concordanza” sul DNA – l’elemento emerso dai recenti accertamenti sul reperto trovato sotto le unghie di Chiara Poggi – se fosse stata associata a Stasi, sarebbe stata considerata in modo inequivocabile come la prova risolutiva da chi ne sosteneva la colpevolezza.
De Rensis ha utilizzato questo paradosso per sminuire il peso dato in precedenza ad altri indizi contro Stasi, in particolare la celebre telefonata al numero di emergenza 118. “Sulla telefonata del 118 su cui ci hanno fatto una testa così sulla colpevolezza di Stasi per quindici anni vi dico una cosa,” ha dichiarato il legale, per poi riflettere sul tempo: “Pensavo questa cosa dei cinque minuti mi ritornava nella testa poi ho visto una trasmissione di cinque minuti e mi son detto: ma quante cose si dicono in quindici minuti.” Una riflessione che mira a ridimensionare la portata probatoria dell’indizio che, per anni, era stato definito “pesante” e cruciale nell’impianto accusatorio, suggerendo una sproporzione tra l’enfasi mediatica e giudiziaria data a quell’elemento e la presunta validità inequivocabile della nuova traccia genetica.

La contro-critica di Lombardi: perplessità sulle analisi scientifiche
A questo punto del dibattito, il giornalista Fabio Lombardi è intervenuto sollevando significative perplessità, non solo sulla solidità delle nuove valutazioni genetiche emerse, ma anche sulle analisi svolte in passato sui reperti collegati a Stasi. La sua intenzione era quella di mettere in discussione l’assoluta certezza attribuita al nuovo quadro probatorio, invitando a una maggiore cautela.
La reazione dell’avvocato De Rensis è stata immediata e sferzante, trasformando il confronto in un alterco diretto in televisione. Il legale ha subito interrotto Lombardi, mettendo in guardia il giornalista da possibili speculazioni sul lavoro della difesa: “Dottore,” ha esordito De Rensis, “non si permetta davanti a me di attribuire delle cose non dette, i nostri consulenti hanno elaborato un elaborato scientifico di cui lei è totalmente ignaro.” E non si è fermato qui, esigendo un rispetto rigoroso per l’attività tecnica svolta: “Quindi quando parla dei consulenti del sottoscritto le chiedo di essere rispettoso come d’altronde lo sono io anche quando sentiamo altri parlare veramente degli asini che volano.” Un attacco frontale che sottolinea l’estrema sensibilità della difesa di Stasi rispetto all’integrità del proprio lavoro peritale.
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