
Piero Sansonetti: dubbi sulla condanna e richiamo alla regola del “ragionevole dubbio”
Più articolata la posizione di Piero Sansonetti, che ha richiamato nuovamente i dubbi già espressi in passato sulla condanna di Alberto Stasi e ha sottolineato la differenza tra indizi e prove: “Sono sempre stato convinto dell’innocenza di Stasi e comunque dell’impossibilità di condannarlo perché i dubbi erano enormi. Allora io adesso sto assistendo a questo secondo processo. A occhio però, mi sembra che gli indizi siano superiori a quelli del primo processo, ma parliamo sempre di indizi. Esiste o no un articolo 533, mi pare, del codice penale che dice che si può condannare solo oltre ogni ragionevole dubbio? Anche il grande effetto mediatico di tutta questa vicenda, che c’era già stato nel primo caso. Il processo mediatico ci fu anche allora, ora c’è di nuovo il processo mediatico perché? Perché non ci sono le prove. Se ci fossero le prove non litigheremmo. Non ci sono per nessuno dei due, nessuno dei tre”.
“Non vorrei essere irriverente, ma la famiglia Sempio viene descritta come una famiglia di “cretini” che si tradiscono in continuazione”
— È sempre Cartabianca (@CartabiancaR4) May 12, 2026
Marco Oliva a #ÈsempreCartabianca pic.twitter.com/ZTeiWa6PAs
Alessandra Viero: “presunzione d’innocenza” e invito alla cautela
A chiudere il confronto è stata Alessandra Viero, che ha richiamato il principio della presunzione d’innocenza e la necessità di evitare giudizi anticipati: “Non facciamo a Sempio quello che abbiamo fatto a Stasi. Vedo degli elementi, degli indizi, ma non ho trovato una pistola fumante, una prova granitica e regina. Sempio sembra già condannato dal tribunale dei social, noi siamo in un’indagine preliminare. Questa è l’ipotesi, la tesi accusatoria della Procura. La difesa nel nostro ordinamento ha lo stesso peso e c’è la presunzione d’innocenza, va ribadito”.
La puntata ha quindi riproposto, in chiave informativa, i principali punti di discussione emersi nel dibattito pubblico: il significato dei riscontri tecnici, la lettura degli indizi e la gestione del caso sul piano mediatico, mentre le valutazioni definitive restano affidate agli accertamenti e alle sedi competenti.