Le tre fotografie e i documenti sul caso Garlasco
Secondo quanto emerso, sul dispositivo sarebbero state individuate tre fotografie scattate nella medesima circostanza. La prima riguarderebbe il conferimento dell’incarico dallo studio Giarda alla società Skp, incaricata di svolgere indagini dalle quali sarebbe poi derivato il fascicolo relativo a Sempio. Le altre due immagini raffigurerebbero invece una pagina dei tabulati telefonici acquisiti nel 2007 durante le indagini sull’omicidio di Chiara Poggi.
Il punto centrale, dunque, non riguarda soltanto l’esistenza delle fotografie, ma il contesto nel quale sarebbero state realizzate e la natura degli atti ripresi. I documenti citati si riferiscono a passaggi delicati dell’inchiesta di Garlasco e la loro presenza sul telefono ha portato gli inquirenti e la trasmissione a chiedere chiarimenti sulle modalità di accesso al fascicolo.

#DeRensis rispetto a quanto affermato da 🍪 “sono molto ammirato”
— Maurizia 🍹💖 (@Maurizia1040345) August 17, 2026
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La spiegazione fornita durante l’interrogatorio
Messo di fronte alle immagini, Pappalardo ha fornito una ricostruzione differente rispetto alla precedente mancanza di ricordi. “Non ho memoria, penso mi fu chiesto dal Provinciale perché si seguiva molto il caso di Garlasco. Non ricordo se ci fosse Venditti. Non era certamente prassi che io entrassi nel fascicolo di Venditti per fotografare un fascicolo”. Le parole, riproposte nel corso della puntata, hanno immediatamente riacceso l’attenzione sul contenuto del verbale.
La situazione resta legata agli accertamenti della Procura di Brescia, chiamata a valutare gli elementi raccolti nell’indagine in corso. Nella ricostruzione televisiva, il riferimento al fascicolo e alla data delle fotografie viene presentato come un elemento da chiarire, senza che il passaggio permetta di definire autonomamente responsabilità o conseguenze giudiziarie.
L’intervento di Antonio De Rensis in studio
Nel dibattito è intervenuto Antonio De Rensis, difensore di Alberto Stasi, condannato in via definitiva per l’omicidio di Chiara Poggi. L’avvocato ha posto l’attenzione sulla presenza delle immagini e sul momento in cui sarebbero state scattate, sottolineando la rilevanza che, a suo giudizio, avrebbe l’accesso a documenti investigativi.
“Era come se sentissi della musica, quello che ho appena sentito credo che non possa essere commentato se non in un certo modo – interviene immediatamente l’avvocato di Alberto Stasi, Antonio De Rensis -. Noi capiamo cosa vuol dire scattare delle foto alla vigilia di Natale in un fascicolo per omicidio dove dentro c’era la famosa consulenza Linarello? Non vorrei sentir parlare di inesperienza, ragazzate, cappellate, era il 2017, le tecniche erano diverse, quello che avete fatto sentire è grave. Qui c’è un maggiore dei carabinieri che entra in un ufficio del pm a fotografare dei documenti, è gravissimo”.
Garlasco, attesa per i prossimi accertamenti
Il nuovo passaggio aggiunge un ulteriore elemento alla complessa vicenda del caso Garlasco, che continua a generare attenzione anche per gli sviluppi delle inchieste collegate. Restano da verificare, nelle sedi competenti, il significato delle fotografie, la loro esatta collocazione temporale e le circostanze nelle quali furono acquisite.
Al momento, le dichiarazioni e il materiale richiamato in trasmissione costituiscono aspetti oggetto di valutazione nell’ambito degli accertamenti. La situazione rimane quindi aperta: eventuali sviluppi dipenderanno dagli atti della Procura di Brescia e dagli approfondimenti che potranno essere disposti sul contenuto del telefono e sulla documentazione relativa all’inchiesta.