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“C’è un altro personaggio noto…”. Giletti sgancia la bomba sul caso Ranucci

La riflessione di Giletti: l’esplosivo e la possibile informazione ricevuta dagli attentatori

Tra gli aspetti analizzati da Giletti ci sono anche le modalità con cui sarebbe stato realizzato l’attentato contro la vettura di Sigfrido Ranucci e della figlia. Il conduttore ha richiamato il passaggio dell’ordinanza della dottoressa Iole Morica relativo all’utilizzo di un detonatore a miccia.

“A miccia vuol dire che sono quelle tipo delle vecchie cave di miniera e quant’altro, a combustione lenta. Perché è importante? Perché è chiaro che chi ha fatto saltare in aria la macchina di Sigfrido e di sua figlia stava controllando la situazione, quindi non voleva certamente fare una strage”.

Secondo Giletti, questo elemento avrebbe un peso nella ricostruzione dei fatti, anche alla luce delle successive dichiarazioni dello stesso Ranucci, che inizialmente aveva parlato del rischio di una strage, salvo poi rivedere alcune valutazioni dopo aver appreso ulteriori dettagli sull’innesco dell’ordigno.

Il giornalista e conduttore ha inoltre posto un interrogativo sulla presenza di informazioni precise che avrebbero consentito agli attentatori di raggiungere l’abitazione di Pomezia nel momento giusto.

“Chi è che quella notte sapeva che Sigfrido Ranucci sarebbe stato proprio nella sua casa di Pomezia? Perché non sempre Sigfrido Ranucci si ferma a dormire in quella casa, spesso è fuori, per lavoro, per altri motivi”.

Una domanda che, nelle parole di Giletti, apre un ulteriore fronte di riflessione sulla possibilità che qualcuno abbia fornito indicazioni decisive agli autori dell’attentato.

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