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Crans-Montana, la scoperta su Al Bano: da non crederci!

A giorni di distanza dall’incendio che ha sconvolto Crans-Montana nella notte di Capodanno, continuano a emergere dettagli che rendono la tragedia ancora più inquietante. Il rogo divampato all’interno del locale Le Constellation, costato la vita a 40 giovani, tra cui 6 italiani, resta al centro dell’attenzione pubblica non solo per l’entità del bilancio, ma anche per le storie personali che si intrecciano a quella notte. Tra queste, ce n’è una che riguarda da vicino la famiglia di Al Bano.

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Il racconto di Loredana Lecciso: “Bido frequenta quel locale”

A svelare il retroscena è Loredana Lecciso, in un’intervista rilasciata al Corriere del Mezzogiorno – Puglia. A parlare è una madre ancora scossa, che racconta come Bido Carrisi, il figlio più piccolo avuto con Al Bano, avrebbe potuto trovarsi proprio dentro il locale teatro della strage.
«Avevo anche avuto dei giorni – dice Lecciso facendo riferimento al malore che ha avuto prima della sua partecipazione a Domenica In assieme ad Al Bano domenica scorsa – che mi hanno provata psicologicamente. Bido frequenta Le Constellation e ha rischiato di essere nel locale proprio quella tragica sera».

Parole che gettano una luce diversa sulla vicenda, mostrando quanto il confine tra tragedia e normalità sia stato sottilissimo anche per chi, solo per una scelta dell’ultimo momento, si è salvato.

Il legame di Bido Carrisi con Crans-Montana

Il legame tra la famiglia Carrisi e la località svizzera non è occasionale. È la stessa Lecciso a ricostruire il contesto che rende credibile la possibilità che il figlio si trovasse lì quella notte.
«Bido si è diplomato a Crans-Montana e ci ha trascorso le estati con Jasmine. La sua fidanzata, Emily, è del posto», racconta. Un dettaglio che spiega perché Le Constellation fosse un punto di riferimento abituale per il giovane.

Durante le festività natalizie, la famiglia si era riunita proprio in Svizzera. «Ci eravamo riuniti per trascorrere il Natale tutti insieme. È una località bellissima. Passeggiando a piedi ero passata proprio davanti al locale della strage», aggiunge Lecciso, sottolineando quanto quel luogo fosse familiare, frequentato, percepito come sicuro.

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