
Un episodio violento, sei persone coinvolte e ancora molte domande senza risposta. Fabrizio Corona sarebbe stato aggredito sotto casa sua a Milano, in circostanze che restano tutte da chiarire. A confermare l’accaduto è stato il suo legale, Ivano Chiesa, che ha raccontato di aver parlato direttamente con il suo assistito dopo il pestaggio. Le condizioni dell’ex re dei paparazzi, almeno secondo quanto riferito dall’avvocato, non sarebbero preoccupanti, ma resta da capire chi ci sia dietro l’aggressione e quale possa essere il motivo. Intanto, la vicenda riporta l’attenzione sulla sicurezza di Corona, già finito al centro di un altro episodio inquietante nelle scorse settimane.
***Mi riferiscono di una gravissima aggressione sotto casa di Fabrizio Corona ai danni dello stesso. Pare si cerchino immagini dalle telecamere***. https://t.co/HK3Vdsk956
— Gabriele Parpiglia (@Parpiglia) October 10, 2026
L’aggressione sotto casa a Milano: il racconto di Fabrizio Corona
La notizia ha iniziato a circolare dopo un intervento del giornalista Gabriele Parpiglia su X. Il giornalista ha pubblicato una fotografia nella quale si vedono una volante dei carabinieri e un’ambulanza, accompagnandola con una segnalazione relativa a una presunta grave aggressione ai danni di Fabrizio Corona. Nel messaggio ha scritto che gli era stata riferita la notizia del pestaggio sotto casa dell’ex re dei paparazzi, aggiungendo che sarebbero state cercate eventuali immagini registrate dalle telecamere della zona.
Poche ore dopo è arrivata la conferma del legale di Corona, Ivano Chiesa, che ha fornito alcuni dettagli su quanto sarebbe accaduto. Secondo il racconto ricevuto dal suo assistito, l’aggressione sarebbe stata compiuta da sei persone. Al momento, tuttavia, non sono state rese note informazioni certe sull’identità dei presunti responsabili e non è stato chiarito che cosa abbia innescato la violenza. Proprio l’assenza di elementi definitivi rende difficile ricostruire con precisione la dinamica dell’episodio.
Ivano Chiesa rompe il silenzio: «Uno contro sei, ho fatto quello che potevo»
A raccontare le prime informazioni disponibili è stato lo stesso avvocato, intervenuto ai microfoni di TG R Lombardia. Chiesa ha spiegato di aver parlato con Corona poco prima e di aver ricevuto da lui un resoconto ancora piuttosto limitato. Stando a quanto riferito dal legale, il suo assistito avrebbe descritto la presenza di sei aggressori e avrebbe cercato di difendersi durante il confronto.
«Lui dice: “Io mi sono difeso, uno contro sei, ho fatto quello che potevo”», ha raccontato l’avvocato, precisando che Corona non sarebbe riuscito a fornirgli ulteriori dettagli utili a identificare le persone coinvolte.
La prima preoccupazione di Chiesa è stata verificare le condizioni fisiche del suo assistito. La risposta, almeno sulla base delle informazioni ricevute, sarebbe stata rassicurante: Corona avrebbe riportato soltanto alcune escoriazioni, senza lesioni considerate gravi. Una circostanza che non cancella la serietà dell’accaduto, soprattutto alla luce del numero di persone che sarebbero state coinvolte nell’aggressione.
L’avvocato ha inoltre riferito che, in base all’impressione raccontata da Corona, gli uomini avrebbero avuto un accento riconducibile alla Calabria. Si tratta, però, di un elemento riportato sulla base delle percezioni dell’ex paparazzo e non di un’identificazione verificata degli aggressori.
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