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“I tradimenti?”. Sonia Bruganelli, l’amica rompe il silenzio: “Perché qualcuno non lavora più con Bonolis”

Dal canto suo, Bruganelli non ha risposto direttamente con dichiarazioni ufficiali. Tuttavia, alcuni osservatori hanno letto nelle sue storie Instagram frasi allusive e messaggi dal tono eloquente, che in molti hanno interpretato come una replica indiretta alle accuse. Nessun nome, nessun riferimento esplicito, ma abbastanza per alimentare il dibattito.

A intervenire apertamente è stata invece una figura vicina alla produttrice, una cara amica e collaboratrice della Sdl tv, la società fondata anni fa proprio da Bruganelli e Presta. Clotilde Zomparelli, parlando a Fanpage, ha preso posizione in modo netto, smentendo categoricamente le parole pronunciate sul conto di Sonia. Un intervento che ha riportato l’attenzione su un dettaglio non secondario: i legami professionali e personali che per anni hanno unito tutti i protagonisti di questa vicenda.

“La difesa in aiuto di Sonia Bruganelli” non è stata solo una presa di posizione formale, ma una vera e propria controffensiva. “Non mi risulta alcun amante, diversamente da quello che ho letto. La cosa assurda è che si dice che ‘lo sapevano tutti’. Ma se lui lo sapeva (riferendosi a Lucio Presta, ndr), perché non è andato a parlare con Bonolis? È un controsenso. Se sei amico fraterno di una persona e dici che questa storia degli amanti la sapevano tutti, perché non sei andato a parlargli, visto che eravate così amici?”, si è domandata retoricamente Zomparelli.

Parole che non si limitano a negare, ma che ribaltano la prospettiva. Perché se davvero certe voci fossero state così diffuse nell’ambiente, perché – si chiede la collaboratrice – non affrontarle direttamente con il diretto interessato? Il dubbio insinuato è chiaro: dietro le dichiarazioni potrebbe esserci altro.

Sul motivo della rottura professionale tra Bonolis, Salvati e Presta, Zomparelli ha scelto la prudenza, ma ha invitato a una riflessione più ampia. “Questo bisognerebbe chiederlo a chi rilascia certe dichiarazioni. Non è che questo sia uno spunto per pensare che tutto quello che è stato detto non sia vero? Salvati e Presta non lavorano più con Paolo: ci sarà un motivo, no? Magari lo scopo che li spinge a dire certe cose è un altro, non la volontà di raccontare la verità”.

È nella seconda parte del suo intervento che la difesa si fa ancora più dura. In riferimento al fatto che nell’ambiente “lo sapessero tutti”, Zomparelli ha aggiunto: “È una roba inventata di sana pianta. Ognuno cerca di difendersi come può mentre sta affogando. E poi ci sono dei ragazzi di mezzo, questa cosa mi lascia davvero senza parole. Lo ripeto: tutte le cose scritte su Sonia non mi risultano e, ti dirò di più, mi hanno fatto molto ridere”.

Così, mentre il libro “L’uragano” continua a far parlare e le dichiarazioni incrociate tengono banco, il caso si trasforma in uno specchio delle fratture che attraversano un tempo solido sodalizio professionale. Tra accuse, smentite, allusioni social e vecchie collaborazioni interrotte, la vicenda sembra raccontare non solo di presunti tradimenti, ma soprattutto di rapporti incrinati e di equilibri saltati in un mondo dove pubblico e privato finiscono inevitabilmente per sovrapporsi.

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