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Malore improvviso per Lele Mora, ricoverato in neurologia: come sta

Lele Mora, il malore sul treno e il risveglio in terapia intensiva

Già prima di entrare in scena, però, qualcosa non andava. L’ex agente dei Vip aveva avvertito un malessere, ma aveva deciso comunque di salire sul palco. Una scelta dettata, racconta, dal rispetto per il pubblico presente in sala.

«per rispetto agli spettatori che avevano pagato il biglietto», ha spiegato, motivando così la decisione di non interrompere lo spettacolo. Una volta terminata la serata, Mora avrebbe dovuto raggiungere la famiglia a Verona, passando per Roma. È stato durante il viaggio in treno verso la Capitale che la situazione è precipitata.

L’ex manager ha raccontato di essere improvvisamente svenuto. Poi, soltanto il «buio totale». Non ricorda quanto accaduto in quel momento e il passaggio successivo è stato il risveglio in ospedale, dopo cinque giorni trascorsi in terapia intensiva. Un periodo che descrive come particolarmente difficile, segnato dalla consapevolezza di aver rischiato seriamente la vita.

Il risveglio, racconta, è stato «durissimo». I medici gli avrebbero spiegato la gravità della situazione e quanto fosse stato importante intervenire tempestivamente. Mora riferisce di essere stato «letteralmente preso per i capelli» e di aver ricevuto indicazioni precise sul percorso necessario per recuperare le proprie condizioni.

La strada, tuttavia, è ancora lunga. Per lui si prospettano almeno 60 giorni di riabilitazione, un percorso impegnativo che richiederà pazienza, costanza e assistenza. L’ex agente non nasconde la difficoltà di affrontare questa nuova prova, ma riconosce il lavoro del personale sanitario che lo sta seguendo. Nel suo racconto trova spazio anche la gratitudine verso medici e infermiere, capaci di offrirgli non soltanto cure, ma anche vicinanza umana durante le giornate più complicate.

Lele Mora vuole tornare a Verona: i figli Diana e Mirko al suo fianco

Tra i desideri più forti di Lele Mora c’è quello di lasciare Roma per trasferirsi in una struttura più vicina alla sua famiglia. L’obiettivo è raggiungere Verona, dove vorrebbe proseguire il percorso di recupero circondato dai propri affetti. Il trasferimento, però, non è ancora stato possibile: secondo quanto raccontato a Il Messaggero, al momento ci sarebbero difficoltà nel trovare un posto disponibile in Veneto.

In queste settimane i figli Diana e Mirko si sono alternati al suo capezzale, affrontando anche lunghi spostamenti pur di non lasciarlo solo. Mora racconta che entrambi hanno percorso «centinaia di chilometri» per raggiungerlo e stargli vicino. Una presenza diventata essenziale in una fase in cui anche il sostegno emotivo assume un peso particolare.

La famiglia ha scelto inoltre di mantenere il massimo riserbo sulle sue condizioni. Di comune accordo, la notizia del ricovero non è stata comunicata al di fuori della cerchia più stretta. Una decisione che spiega anche l’assenza di messaggi pubblici e telefonate da parte di molti volti del mondo dello spettacolo che in passato avevano frequentato Mora.

L’ex agente non nasconde quanto questa esperienza lo abbia messo alla prova. La definisce la «più difficile» e, parlando dei suoi affetti, si commuove. Sono soprattutto i figli e i nipoti a dargli la forza di affrontare la riabilitazione e tutto ciò che lo aspetta nei prossimi mesi.

«Vivo per loro», dice tra le lacrime. Poi aggiunge una riflessione sulla propria esistenza: «nella mia vita ho fatto anche del bene, e tanto». Parole che assumono un significato particolare alla luce del percorso personale attraversato negli ultimi anni, tra vicende giudiziarie, allontanamento dalle scene e tentativi di ricostruire un equilibrio lontano dai riflettori.

Il racconto raccolto dal quotidiano si chiude con un momento familiare particolarmente intenso. Diana mostra al padre, attraverso una videochiamata sul cellulare, il volto di uno dei suoi nipotini. Mora non riesce a trattenere le lacrime. L’uomo che per anni ha costruito carriere e contribuito a lanciare personaggi dello spettacolo, tanto da scegliere per il suo ultimo spettacolo il titolo L’uomo che creava le stelle, si ritrova ora a fare i conti con una battaglia molto diversa, nella quale il palcoscenico lascia spazio alla famiglia e alla necessità di ritrovare la salute.

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