
“Mi minaccia!”. La gravissima denuncia del politico contro Ranucci – La più recente puntata di Report, andata in onda su RaiTre, ha riacceso i riflettori sulle stragi di mafia e ha innescato un nuovo scontro tra politica e informazione. L’inchiesta televisiva, dedicata agli attentati di Capaci e di via D’Amelio, ha riportato in primo piano il tema dei mandanti esterni e ha fatto emergere contrasti durissimi tra il programma condotto da Sigfrido Ranucci e il presidente dei senatori di Forza Italia, Maurizio Gasparri, che ha parlato apertamente di minacce e di presunte illegalità.

“Mi minaccia!”. La gravissima denuncia del politico contro Ranucci
Al centro della trasmissione c’è stata la decisione del Gip di Caltanissetta, la giudice Graziella Luparello, che ha disposto nuove attività investigative nell’ambito del procedimento sui presunti mandanti esterni delle stragi. Si tratta di un passaggio giudiziario che, a oltre trent’anni dai fatti, riapre interrogativi ancora irrisolti su responsabilità, coperture e possibili connessioni tra ambienti criminali, apparati istituzionali e gruppi eversivi. La puntata, firmata dal giornalista Paolo Mondani, ha presentato materiali inediti, tra cui la trascrizione di circa 20 file audio in cui Alberto Lo Cicero, autista del boss mafioso Mariano Tullio Troia, descrive presunte presenze e sopralluoghi nei giorni precedenti la strage di Capaci. In particolare, Lo Cicero indica la figura di Stefano Delle Chiaie, già leader di Avanguardia Nazionale, come presente in quelle fasi preparatorie.
Secondo quanto illustrato da Report, questi elementi confluiscono in un quadro investigativo che punta a chiarire il possibile ruolo di soggetti esterni a Cosa nostra nella pianificazione degli attentati contro i giudici Giovanni Falcone e Paolo Borsellino. La redazione della trasmissione, in una nota diffusa poco prima della messa in onda, ha specificato che l’inchiesta sarebbe stata trasmessa integralmente “nonostante le pressioni politiche” e che i materiali audio sarebbero stati proposti per intero al pubblico televisivo.


Lo scontro tra Gasparri e Report
La diffusione di questi contenuti ha provocato una reazione immediata da parte di Maurizio Gasparri, che ha contestato pubblicamente l’operato di Report, di RaiTre e del conduttore Sigfrido Ranucci. Attraverso una serie di interventi sui social network e tramite dichiarazioni diffuse alle agenzie di stampa, il senatore ha sostenuto che la trasmissione avrebbe oltrepassato il limite della legalità rendendo noti colloqui di natura investigativa.
Gasparri ha scritto che, “In primo luogo, diffondendo colloqui investigativi, Ranucci, Report e la Rai commettono un reato. In secondo luogo, negano una verità affermata dal procuratore di Caltanissetta, De Luca, in commissione antimafia”. Secondo il parlamentare, le tesi riportate dalla trasmissione sarebbero in contrasto con quanto riferito in sede istituzionale dal procuratore, in particolare sulle piste considerate attendibili nelle indagini sulle stragi del 1992. Nel prosieguo della sua contestazione, il presidente dei senatori di Forza Italia ha criticato duramente ciò che definisce “piste nere” relative a presunte connessioni con ambienti dell’estrema destra eversiva, affermando che tali ricostruzioni, per come presentate da alcuni programmi televisivi, varrebbero “zero”. In questo contesto, Gasparri ha insistito sul fatto che le informazioni diffuse da Report non coinciderebbero con le ricostruzioni ufficiali fornite dagli inquirenti. Lo scontro si è inasprito quando il senatore ha ribadito la propria determinazione a non arretrare di fronte a quelle che percepisce come pressioni o intimidazioni da parte della trasmissione. “Nessuna minaccia mi farà tacere e nessun post renderà vere le bugie di Report”, ha dichiarato, rivendicando il diritto di criticare le modalità e i contenuti dell’inchiesta giornalistica andata in onda su RaiTre.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva