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“Non è l’Arena”, Ernesto Preatoni spiega la situazione in Russia: “Questi son pazzi”

Durante le puntate di Non è l’Arena su La 7 vanno in scena vari dibattiti con ospiti in studio e approfondimenti legati a temi d’immediata attualità, con un particolare attenzione alla situazione sociale e alla politica quotidiana nel nostro Paese. Tra i temi trattati in questi giorni da Massimo Giletti e i suoi ospiti c’è quello della guerra tra Russia e Ucraina. Nel corso della puntata del 27 Febbraio 2022, l’imprenditore che sta ampliando la propria attività nel mercato degli hotel e dei centri commerciali in Ucraina, Ernesto Preatoni, ha spiegato la situazione in Russia. Vediamo le sue parole nel dettaglio. (Continua dopo la foto)

“Non è l’Arena”, Ernesto Preatoni spiega la situazione in Russia: “Putin? Un pazzo”

In collegamento con Non è l’Arena su La7, nella puntata di domenica 27 febbraio, Ernesto Preatoni, imprenditore che sta ampliando la propria attività nel mercato degli hotel e dei centri commerciali in Ucraina, ha cercato di spiegare la situazione in Russia: «Ci sono decine di migliaia di persone che stanno protestando e questo mi fa ben sperare. Di fronte a così tanti manifestanti, la polizia non può fare molto». Poi ha aggiunto: «La business community di Mosca non era a conoscenza di quello che voleva fare il presidente russo e la dimostrazione sta nel fatto che la Borsa ha perso in due giorni il 50 per cento». Inoltre, Preatoni sul presidente Russo ha dichiarato: «Putin è isolato. I danni che sta provocando all’economia non gli sono noti, perché non capisce nulla di economia: ha una cultura da Kgb e figurarsi se può sapere come creare ricchezza. Sul piano economico la vedo difficile, in questa gara di ‘celodurismo’ tra NATO e russi…Ma questi son pazzi!». (Continua dopo la foto)

“Putin è da condannare”

La situazione tra Ucraina e Russia avrà un pesante riscontro sull’economia europea e non solo. Sempre ai microfoni di Non è l’Arena, Ernesto Preatoni ha ammesso: «Quelli del Donbass sono dei lombardi che sognano l’autonomia». Secondo l’imprenditore qualcuno ai separatisti ha fornito le armi per sparare, a loro volta, agli ucraini: «Questo li mette sullo stesso piano, ma quello che ha fatto ora Putin è da condannare su tutti i fronti. Sta causando danni irreparabili». 

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