
Max Giusti e Lisa, dal rapporto ritrovato alla rottura: cosa è successo
Tra Lisa e Max ci sono 13 anni di differenza. Per lungo tempo, racconta la donna, il rapporto sarebbe rimasto ai margini, con la possibilità di incontrarsi senza però costruire una vera relazione fraterna. La svolta sarebbe arrivata quando Lisa, ormai ventenne e residente in Umbria, seppe che Max avrebbe portato uno spettacolo ad Assisi.
Decise allora di farsi avanti. «Presi coraggio e gli mandai un mazzo di fiori in teatro, con un biglietto e il mio numero: “Se vuoi, chiamami”». La risposta arrivò quella stessa sera. Secondo il suo racconto, Max le disse: «Io lo so chi sei. So perfettamente che sei Lisa, lo so da quando sei nata».
Poi, sempre stando alle parole della donna, il conduttore avrebbe aggiunto: «Probabilmente io non avrei mai avuto il coraggio di farlo». E infine una frase che Lisa ricorda ancora con particolare emozione: «Da oggi in poi promettimi che sarai mia sorella».
Quella sera i due parlarono per tre ore e mezza. Nei giorni successivi si incontrarono e cominciarono a frequentarsi. Lisa descrive quel periodo come una fase felice, nella quale il rapporto avrebbe finalmente assunto i contorni di una vera relazione familiare.
«Ci sentivamo, ci vedevamo, lui veniva a trovarmi, io andavo ai suoi spettacoli e con gli altri mi presentava come sua sorella». Max avrebbe conosciuto anche il figlio di Lisa, che all’epoca aveva cinque anni e lo chiamava «zio Max».
Restava, tuttavia, una questione irrisolta: il riconoscimento legale della paternità. Lisa racconta che Max le avrebbe chiesto di incontrare prima sua madre, Anna, per affrontare la situazione con delicatezza. La donna afferma di aver rispettato questa richiesta, aspettando il momento che riteneva opportuno.
L’incontro sarebbe avvenuto circa cinque anni fa a Spoleto, alla presenza di Gianfranco, del figlio di Lisa e della madre del conduttore. In quell’occasione, ricorda Lisa, Anna le avrebbe detto: «Io dicevo sempre a Gianfranco: portiamocela a casa con noi». La donna racconta di essere uscita dall’incontro sollevata e di aver poi ricevuto un messaggio da Max: «Mamma è rimasta folgorata da te».
A quel punto, Lisa avrebbe pensato che non ci fossero più ostacoli al riconoscimento. Secondo il suo racconto, Gianfranco le aveva già detto in passato: «Vai a cercare un avvocato che ti riconosco». Quando però la donna ha deciso di procedere, la situazione sarebbe cambiata e il padre biologico le avrebbe comunicato di non poter più dare seguito a quella disponibilità.
Max Giusti e Lisa Cetorelli, la rottura e l’ultimo messaggio
Nel frattempo, riferisce Lisa, anche il rapporto con Max si sarebbe interrotto. Il 18 novembre 2024, dopo mesi senza sentirsi, gli avrebbe inviato un ultimo messaggio: «Perché devo pagare il pegno di tutta questa storia, non poter dire da dove provengo, che sangue ho nelle vene? Quali sono state le mie colpe?». La donna sostiene di non aver ricevuto risposta e di essere stata successivamente bloccata sul cellulare.
La vicenda sarebbe quindi proseguita sul terreno legale. Lisa racconta che la famiglia di Max avrebbe messo in dubbio la paternità biologica di Gianfranco, chiedendo al suo avvocato di sottoporla a un test privato. Inizialmente contraria, avrebbe infine accettato il consiglio del proprio legale.
Il risultato, secondo quanto riportato dalla donna, contiene questa formulazione: «Le analisi hanno consentito di rilevare che Cetorelli Lisa Maria è figlia biologica di Giusti Gianfranco».
Per Lisa, però, il risultato dell’esame non ha chiuso la vicenda. La donna afferma che sarebbe stato possibile procedere con un accordo consensuale davanti a un notaio, ma che nessuno avrebbe compiuto quel passo. Ora, racconta, sarà un giudice a pronunciarsi sul riconoscimento della paternità.
Una battaglia che descrive come lunga e costosa, tra avvocati, esami e attese. E che, nelle sue parole, non riguarda soltanto un cognome o un documento, ma il desiderio di dare una definizione ufficiale alla propria storia familiare: «E io volevo soltanto vedere riconosciuta la mia identità, volevo una famiglia, un fratello, Max».
