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“Che ca*** dici”. Il botta e risposta tra Paolo Del Debbio e Vittorio Feltri in diretta

A sostenere questa linea anche Vittorio Feltri, da tempo convinto dell’innocenza di Stasi, che ha trovato sponda proprio nelle parole della legale. Ma il confronto si è rapidamente spostato anche su un piano più ampio, quello mediatico e sociale, con lo stesso Del Debbio che ha sottolineato quanto il caso sia ormai diventato un fenomeno di interesse collettivo: “La gente si è appassionata a questo caso, perché non ci capisce niente. Di Trump, delle bollette etc. non chiede più nulla nessuno. Se entro in un bar mi chiedono di Garlasco”.

Feltri, inizialmente con tono ironico, ha replicato: “Non chiedono nemmeno più dell’Inter, non so se ha vinto, non me ne intendo più neanche io”. Poi però ha cambiato registro, tornando serio e diretto nella sua critica al sistema giudiziario: “La sentenza di primo grado emessa su Stasi, molto bella, scritta bene, in italiano, pulita, fa capire anche ad un cretino come sono andate le cose. Sentenza di secondo grado, la stessa cosa. Poi arrivano i geni di Roma e rifanno tutto e lo condannano. A voi sembra una cosa seria, una giustizia cosi? Prima assolve, poi assolve una seconda volta e poi condanna? A me, così, sembra un’operazione fatta da cretini”.

Il momento più teso della trasmissione è arrivato però poco dopo, quando un siparietto tra Del Debbio e Feltri ha gelato lo studio. L’ex direttore de Il Giornale ha ironizzato sul tempo che gli resterebbe da vivere, scatenando la reazione immediata del conduttore: “Ma che cazzo dici Vittorio?”. Una battuta che ha sorpreso tutti e che ha contribuito a creare un clima improvvisamente più pesante in studio.

Intanto, anche sui social il dibattito è esploso con commenti contrastanti e spesso molto accesi. C’è chi chiede a gran voce la revisione del processo parlando di “errori giudiziari evidenti” e chi invece invita alla prudenza ricordando che “le sentenze vanno rispettate”. Su X e Facebook si leggono opinioni diametralmente opposte: “Se ci sono nuovi elementi è giusto riaprire tutto” scrive un utente, mentre un altro ribatte “Attenzione a non riscrivere la storia solo sull’onda mediatica”.

In questo clima sempre più polarizzato, il caso Garlasco si conferma uno dei più complessi e discussi della cronaca italiana recente. Tra nuove piste, vecchie certezze e un’opinione pubblica divisa, la verità continua a sembrare sfuggente, sospesa tra giustizia e dubbio.

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