
Il mondo dell’imprenditoria e il panorama calcistico nazionale piangono oggi la scomparsa di una figura che ha incarnato i valori più nobili della territorialità e del pragmatismo. Si è spento ieri, all’età di 57 anni, l’uomo che ha letteralmente strappato dal baratro dell’oblio una delle società più antiche e prestigiose del calcio lombardo. Senza il suo intervento tempestivo, avvenuto in un momento di totale disperazione finanziaria e sportiva, il percorso che ha portato una realtà di provincia fino ai vertici della massima serie non sarebbe stato nemmeno immaginabile. La sua dipartita lascia un vuoto profondo non solo nella sua famiglia, ma in un’intera comunità che lo riconosce come il vero architetto della rinascita.
Il salvatore venuto dal territorio
Il nome di Nicola Colombo resterà indissolubilmente legato alla data del 2 luglio 2015. In quel pomeriggio d’estate, mentre il club biancorosso sembrava destinato a scomparire dai radar del calcio professionistico dopo un fallimento devastante, questo imprenditore serio e riservato decise di farsi avanti. Titolare dell’azienda Smir di Bellusco, egli non agiva per smania di protagonismo, ma per un profondo senso di appartenenza. Figlio d’arte, dato che il padre Felice Colombo era stato al vertice del Milan alla fine degli anni Settanta, egli scelse di investire risorse e passione in un’asta fallimentare che molti consideravano un azzardo senza via d’uscita. Acquistando il ramo d’azienda e fondando la S.S.D. Monza 1912, egli garantì la continuità di una storia ultracentenaria che rischiava di essere cancellata per sempre.
La scalata partendo dal basso
Il percorso di ricostruzione intrapreso da Nicola Colombo non cercò mai facili scorciatoie. Egli accettò con umiltà la sfida della Serie D, il gradino più basso da cui ricominciare, convinto che la solidità di una società si costruisca sulle basi e non solo sulle apparenze. Sotto la sua gestione, il club ritrovò immediatamente credibilità e risultati sportivi. Il culmine di questa prima fase arrivò nella stagione 2016-2017, quando la squadra dominò il girone B di Serie D chiudendo con ben ottanta punti e conquistando lo scudetto di categoria. Quel successo segnò il ritorno immediato tra i professionisti, in quella Lega Pro che restituiva alla città di Monza la dignità che le spettava di diritto. Fu un biennio di sacrifici e di gestione oculata, dove ogni passo era calibrato per garantire un futuro sereno.
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