Vai al contenuto
Questo sito contribuisce alla audience di

“Assurdo, com’è possibile?”. Maturità 2026, busta aperta e tutti sconvolti: bufera, studenti nel panico

Chi era Vitaliano Brancati: biografia essenziale e principali tappe

Vitaliano Brancati nacque a Pachino, in provincia di Siracusa, il 24 luglio 1907. Ancora giovane si trasferì a Catania, città che ebbe un ruolo rilevante nella sua formazione. Nel 1922 aderì al Partito Nazionale Fascista e nel 1929 si laureò in Lettere con una tesi su Federico De Roberto. Successivamente si spostò a Roma, avviando l’attività giornalistica con collaborazioni prima con “Il Tevere” e poi con il settimanale letterario “Quadrivio”.

Le prime opere furono influenzate dal clima ideologico dell’epoca: tra queste “Fedor” (1928), “Everest” (1931) e il dramma “Piave” (1932), testi che in seguito lo stesso autore avrebbe ripudiato. Nello stesso periodo iniziarono però a emergere elementi della sua scrittura più riconoscibile: con “L’amico del vincitore” si affacciarono i primi tratti della satira sociale che avrebbe caratterizzato parte della sua produzione, spesso rivolta alla piccola borghesia siciliana.

Ritratto di Vitaliano Brancati, autore citato nella prima prova della Maturità 2026

Le opere principali di Brancati e la distanza dal fascismo

Dopo il rientro in Sicilia, nel 1934 Brancati pubblicò “Singolare avventura di viaggio”, opera che venne sequestrata dalla censura fascista con l’accusa di immoralità. Nel 1936 iniziò a collaborare con il settimanale “Omnibus” diretto da Leo Longanesi, un’esperienza che si concluse nel 1939, quando il regime soppresse la rivista. In seguito si dedicò all’insegnamento fino al 1941, anno in cui tornò a Roma e pubblicò “Gli anni perduti”, considerato dall’autore il suo primo romanzo compiuto.

Negli anni successivi, la sua posizione si allontanò progressivamente dall’ideologia fascista. Nel 1942 uscì “Don Giovanni in Sicilia”, satira sul maschilismo e sul gallismo nella società siciliana dell’epoca. Nello stesso anno conobbe l’attrice Anna Proclemer, che sposò nel 1947. Nel 1944 pubblicò il racconto “Il vecchio con gli stivali”, incentrato sull’individuo travolto dai meccanismi del proprio tempo.

Il riconoscimento più significativo arrivò con “Il bell’Antonio”, pubblicato a puntate nel 1949 sul settimanale “Il mondo”: attraverso la storia del protagonista e della sua impotenza, l’autore costruì una critica della società italiana, ottenendo nel 1950 il Premio Bagutta.

Maturità 2026: il ritorno di Brancati al centro del dibattito nazionale

L’opera di Brancati contribuì al rinnovamento del panorama culturale siciliano, discostandosi dagli schemi narrativi tradizionalmente associati a Giovanni Verga e Luigi Pirandello. Dopo la separazione dalla moglie nel 1953, lo scrittore morì a Torino il 25 settembre 1954.

A oltre settant’anni dalla sua scomparsa, il suo nome è tornato improvvisamente al centro dell’attenzione con la traccia della prima prova della Maturità 2026, generando un ampio flusso di reazioni online e riaccendendo il confronto pubblico sul rapporto tra programmi scolastici e scelte dei testi proposti all’esame.

Pagine: 1 2
powered by Romiltec

©Caffeina Media s.r.l. 2026 | P. IVA: 13524951004


Hai scelto di non accettare i cookie

Tuttavia, la pubblicità mirata è un modo per sostenere il lavoro della nostra redazione, che si impegna a fornirvi ogni giorno informazioni di qualità. Accettando i cookie, sarai in grado di accedere ai contenuti e alle funzioni gratuite offerte dal nostro sito.

oppure