
Il Tribunale civile di Napoli Nord ha emesso una decisione in una controversia che riguarda una dirigente scolastica nota anche per aver ispirato una fiction televisiva Rai. Al centro del procedimento vi è un provvedimento amministrativo di esclusione dalle graduatorie per le supplenze che, secondo i giudici, ha inciso in modo rilevante sul percorso lavorativo di un docente. La pronuncia riconosce un danno economico conseguente alla perdita di opportunità di impiego e chiarisce i profili di responsabilità connessi agli atti adottati in ambito scolastico.

Sentenza del Tribunale di Napoli Nord: la condanna e l’importo del risarcimento
La dirigente Eugenia Carfora, alla guida dell’istituto Morano di Caivano e consigliera comunale a San Felice a Cancello, è stata condannata dalla sezione lavoro del Tribunale di Napoli Nord al pagamento di circa 16mila euro in favore di un docente. Il collegio, presieduto dalla giudice Matilde Pezzullo, ha qualificato il pregiudizio come perdita del vantaggio economico, collegata alla mancata possibilità di lavorare a seguito dell’atto contestato.
Il ricorso è stato presentato e sostenuto dagli avvocati Pasquale e Pietro Marotta. Nella decisione viene evidenziato che il provvedimento adottato dalla dirigente presentava profili di illegittimità tali da determinare un’interruzione delle prospettive professionali dell’insegnante per un periodo prolungato.

Decreto di depennamento dalle graduatorie: come nasce la controversia
I fatti risalgono all’ottobre 2022, in una fase di assegnazione delle supplenze. L’8 ottobre il docente era stato convocato per un incarico e gli era stato richiesto di produrre i titoli di studio entro 48 ore. In quel contesto, l’interessato ha riferito di aver smarrito la pergamena originale della laurea.
Per documentare comunque il possesso del titolo, l’insegnante ha presentato una denuncia di smarrimento insieme a certificazioni sostitutive relative a laurea e diploma. Nonostante la documentazione fosse idonea a comprovare il titolo, secondo quanto ricostruito negli atti la segreteria scolastica non ha proceduto alla stipula del contratto, suggerendo al docente di orientarsi verso altre possibilità di incarico.
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