
Il femminicidio di Federica Torzullo avvenuto ad Anguillara Sabazia è al centro di una complessa indagine che mette in luce dinamiche di controllo, possesso e negazione della libertà. Dalle prime verifiche investigative è emerso un quadro caratterizzato da tempi definiti, azioni reiterate e un tentativo organizzato di costruire una versione dei fatti poi risultata incompatibile con le evidenze raccolte. Non viene quindi delineato come un gesto improvviso, ma come, l’esito di una punizione legata alla fase di separazione dalla vittima.
Secondo quanto ricostruito, il femminicidio di Federica Torzullo non sarebbe collegato a un raptus né a una discussione degenerata all’improvviso. L’ipotesi prevalente è quella di un’azione pianificata, originata dall’incapacità di accettare il rifiuto e la fine del rapporto. Come riferito anche da Il Giorno, gli inquirenti descrivono una vicenda con una regia precisa e ossessiva, in cui ogni passaggio sembra rispondere a una logica di dominio e di controllo sulla vittima.

Ricostruzione del delitto di Federica Torzullo e ipotesi di murder staging
Le dichiarazioni rese dal marito, Claudio Carlomagno, sono apparse fin dall’inizio discordanti e soggette a continui aggiustamenti. Secondo gli investigatori, tali elementi indicherebbero un tentativo di gestire le informazioni per adattarle alle risultanze delle indagini. Non si tratterebbe quindi di semplici imprecisioni, ma di indizi che fanno pensare a un disegno più articolato.
Gli inquirenti hanno ipotizzato un vero e proprio murder staging, ovvero una messa in scena del contesto del delitto secondo quanto riferisce una nota criminologa a il Giorno. Tra gli elementi presi in considerazione vi sono la buca scavata e utilizzata per occultare il corpo, i messaggi inviati dal telefono di Federica dopo la morte, la descrizione di una relazione presentata come serena, l’allarme dato solo in un secondo momento, quando l’assenza della donna non poteva più essere giustificata, oltre ai movimenti compiuti con il furgone aziendale, ritenuti funzionali alla costruzione di un alibi. Secondo le ricostruzioni, nessuno di questi passaggi sarebbe stato lasciato al caso.

La fossa e l’occultamento del corpo di Federica Torzullo
Un ruolo centrale nelle indagini è attribuito alla fossa in cui è stato rinvenuto il corpo di Federica Torzullo. Per gli inquirenti, la buca non rappresenta solo il luogo dell’occultamento del cadavere, ma anche un passaggio chiave nella dinamica del delitto. In questa prospettiva, l’azione di seppellire il corpo è interpretata come una manifestazione di potere sull’esito finale della vita della vittima, in un contesto segnato dalla gestione unilaterale delle scelte e dalla volontà di chiudere definitivamente la relazione.
La sepoltura, dunque, viene analizzata non solo come modalità di eliminazione delle tracce, ma anche come atto conclusivo di una progressiva perdita di controllo da parte della vittima sulla propria esistenza, già compromessa dalla separazione e dal rifiuto espresso rispetto alla prosecuzione del rapporto con il marito.
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