Fondamentali per l’inchiesta si sono rivelate le immagini delle telecamere di sorveglianza, i sopralluoghi effettuati sul luogo dell’aggressione e le testimonianze raccolte nei giorni successivi al delitto. Elementi che avrebbero consentito di individuare il presunto responsabile.
Gli altri sette giovani coinvolti nelle attività investigative sono stati ascoltati a lungo dagli investigatori per chiarire il loro eventuale ruolo nella vicenda. Al momento, tuttavia, nei loro confronti non risultano adottati provvedimenti restrittivi.
L’omicidio di Gianluca Ibarra Silvera si inserisce in un contesto già noto alle forze dell’ordine. La zona della stazione di Milano Certosa, nella periferia nord del capoluogo lombardo, è da tempo monitorata per episodi di violenza legati a gruppi giovanili organizzati.
Secondo quanto emerso negli anni, l’area sarebbe diventata un punto di riferimento per alcune pandillas, bande urbane di origine sudamericana coinvolte in rivalità territoriali e regolamenti di conti. Una situazione che ha più volte attirato l’attenzione delle autorità.
Tra i segnali della presenza di questi gruppi vi sarebbero anche alcuni graffiti riconducibili ai Latin Kings e segnalazioni relative ad altre organizzazioni criminali giovanili. Gli investigatori continuano ora a lavorare per chiarire ogni dettaglio dell’accaduto e accertare eventuali responsabilità di altre persone coinvolte nell’aggressione costata la vita al ventiduenne.