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“Ha aiutato Sempio”. Garlasco, l’ultima clamorosa ipotesi: gli indizi

Proprio questo aspetto ha alimentato una delle ipotesi più controverse. Secondo alcuni consulenti, la distribuzione delle tracce potrebbe indicare che il corpo non sia stato trascinato lungo tutta la scala, ma che sia stato inizialmente sollevato e trasportato per un tratto prima di essere lasciato scivolare verso il basso. Una circostanza che, se confermata, potrebbe rendere più plausibile l’intervento di due persone anziché di un unico aggressore.

Da qui nasce il quesito che continua a dividere gli esperti: Chiara venne trascinata o trasportata? E soprattutto da chi? Sono domande che assumono ancora più rilevanza alla luce dell’evoluzione dell’inchiesta negli ultimi mesi. La Procura di Pavia ha infatti sviluppato una ricostruzione differente rispetto a quella che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi, indicando in Andrea Sempio il presunto nuovo autore dell’omicidio.

Secondo la ricostruzione degli inquirenti, la giovane sarebbe stata colpita più volte all’interno dell’abitazione, successivamente trascinata verso la cantina e infine fatta scivolare lungo le scale prima di ricevere i colpi finali. È proprio questa fase del trasporto del corpo che continua però a rappresentare uno dei punti più controversi e difficili da interpretare dell’intera vicenda.

Al momento, l’ipotesi della presenza di un complice resta soltanto una delle possibilità prese in considerazione dagli esperti e non rappresenta una conclusione investigativa accertata. Tuttavia non si tratta di una teoria nuova. Già il giudice Stefano Vitelli, che assolse Alberto Stasi in primo grado, aveva avanzato questa possibilità, sviluppandola anche nel libro “Il ragionevole dubbio di Garlasco”.

Il risultato è che il mistero di Garlasco, invece di avvicinarsi a una verità condivisa, continua ad arricchirsi di nuovi interrogativi. Mentre consulenze, perizie e ricostruzioni vengono nuovamente passate al setaccio, resta sospesa la domanda che da quasi vent’anni accompagna il caso: quella mattina del 13 agosto 2007, nella villetta di via Pascoli, c’era davvero più di una persona?

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