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“Le 12 ore di volo…”. Alessandro Di Battista, parla il neurochirurgo: cosa succede

Il lungo viaggio dall’Avana a Roma

Soltanto quando i medici hanno ritenuto le sue condizioni compatibili con un trasferimento così impegnativo è arrivato il via libera alla partenza. Di Battista ha lasciato Cuba venerdì 11 settembre a bordo dell’aeroambulanza e ha raggiunto Roma nella mattinata successiva.

Il viaggio è durato complessivamente circa dodici ore ed è stato organizzato a tappe, con scali tecnici durante il percorso. Una scelta necessaria per ridurre al minimo i rischi e permettere al personale sanitario presente a bordo di controllare continuamente le condizioni del paziente.

È proprio questo elemento che Maira considera incoraggiante: “Il fatto che abbia affrontato un viaggio così lungo fa pensare che abbia superato bene l’intervento e che sia stato stabilizzato in modo da consentirne il trasferimento in Italia”.

“Al Gemelli è in ottime mani”

Il neurochirurgo ha infine espresso fiducia nell’équipe del Policlinico Gemelli che seguirà ora l’ex parlamentare. “Conoscendo bene i neurochirurghi del Gemelli, che sono stati miei allievi, sono sicuro che Di Battista è in ottime mani. In questa fase, il riposo è necessario”, ha concluso Maira.

Il rientro in Italia rappresenta quindi un passaggio importante e, secondo lo specialista, il fatto stesso che sia stato possibile affrontare il volo costituisce un elemento positivo. Resta però indispensabile la cautela: diagnosi, prognosi e reale quadro neurologico potranno essere definiti soltanto dagli esami effettuati al Gemelli e dagli eventuali bollettini medici ufficiali.

Le prossime ore serviranno dunque a capire come Di Battista abbia reagito non soltanto all’intervento chirurgico effettuato all’Avana, ma anche al lungo trasferimento sanitario. Dopo due settimane particolarmente difficili, il primo dato certo è che l’ex parlamentare è tornato a Roma e può ora proseguire le cure nella struttura che lo stava attendendo fin dai primi giorni del ricovero a Cuba.

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