Le parole del legale hanno aperto una riflessione più ampia sulla possibilità di individuare un movente attraverso il carattere e i comportamenti di una persona. Anche Gianluigi Nuzzi ha manifestato alcune perplessità, soffermandosi soprattutto sulla natura dei rapporti tra i protagonisti della vicenda e sulla difficoltà di spiegare la nascita di un eventuale sentimento di ostilità in assenza di contatti frequenti. Il conduttore ha osservato: “I contatti sono pochissimi, l’odio lo coltivi nel tempo, o c’è una cosa che te lo fa scattare, altrimenti è una cosa progressiva”. Un ragionamento che ha posto al centro del dibattito la necessità di comprendere se possa esserci stato un episodio specifico in grado di provocare una reazione improvvisa oppure se l’eventuale tensione si fosse sviluppata nel corso del tempo.
Sempio: l’uomo tranquillo #quartogrado #sempio #garlasco https://t.co/m4qxS2L95C
— tommy` (@gizmodarmody) November 6, 2026
A esprimere una posizione diversa è stato Carmelo Abbate, che ha richiamato alcuni elementi sui quali sostiene di concentrarsi da anni. Il giornalista ha insistito in particolare sulle telefonate e su determinati comportamenti di Chiara Poggi, collegandoli alla presenza di materiale privato nel computer e alla successiva decisione della ragazza di proteggerlo. Abbate ha spiegato: “Io punto da anni sulle telefonate, non accetterò mai che siano squalificate come tentativo di cercare l’amico Poggi in montagna. E’ una costruzione da fare a monte, Chiara ha suoi video intimi nel computer, non ha problemi se il fratello lo usa, da settembre 2006 scarica il video che le manda Alberto, lei si sposta, Marco armeggia al PM e lei non ha problemi, poi manifesta paura e arriva a nascondere i video con una password”.
Il riferimento ai filmati personali e alle abitudini della vittima ha alimentato ulteriormente il confronto. Secondo la lettura proposta da Abbate, alcuni cambiamenti nel comportamento di Chiara potrebbero meritare una valutazione all’interno della ricostruzione complessiva degli eventi. Si tratta, tuttavia, di considerazioni che non dimostrano di per sé l’esistenza di un movente sessuale né un collegamento con Andrea Sempio. Proprio questo aspetto rappresenta uno dei principali punti di contrasto tra chi ritiene plausibile l’ipotesi accusatoria e chi, come i difensori del 38enne, sostiene che la ricostruzione si fondi su supposizioni non supportate da riscontri oggettivi.
Nel corso della puntata è stato dato spazio anche alle dichiarazioni di Andrea Sempio, raggiunto dalle telecamere di Quarto Grado per un breve confronto sulla sua situazione giudiziaria. Il 38enne si trova ad affrontare una fase particolarmente delicata, in attesa che il giudice dell’udienza preliminare Luigi Riganti valuti la richiesta di rinvio a giudizio. Nonostante il peso delle accuse, Sempio ha cercato di mostrarsi lucido, spiegando di non essere rimasto sorpreso dall’iniziativa della Procura e di voler arrivare quanto prima a un chiarimento nelle sedi giudiziarie.
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