I cinque italiani coinvolti nella tragedia erano la professoressa e ricercatrice dell’Università di Genova Monica Montefalcone, sua figlia Giorgia Sommacal, la ricercatrice torinese Muriel Oddenino, e gli istruttori subacquei Gianluca Benedetti e Federico Gualtieri. La spedizione era partita a bordo dello yacht “Duke of York”, ora sotto sequestro amministrativo.
La zona dell’incidente, nei pressi dell’atollo di Vaavu, è considerata tra le più frequentate dagli appassionati di immersioni, ma anche tra le più complesse per la presenza di grotte e passaggi profondi che richiedono grande esperienza e attrezzature specifiche.

Secondo le autorità locali, le immersioni ricreative alle Maldive sono consentite fino a 30 metri di profondità, salvo autorizzazioni speciali. Gli investigatori stanno verificando se, nel caso della spedizione, fossero stati rispettati i limiti previsti o se l’attività avesse finalità scientifiche con deroghe specifiche.
Sul piano operativo, al momento otto sommozzatori maldiviani si alternano nelle immersioni, mentre altri operatori sono pronti a subentrare per tentare il recupero dei corpi. Le squadre stanno lavorando in condizioni definite “estremamente difficili”, con turni continui e supporto aereo per la mappatura della grotta.
La tragedia si arricchisce dunque di un nuovo elemento drammatico con la morte del soccorritore, mentre continuano senza sosta le operazioni per riportare in superficie i quattro italiani ancora dispersi e fare piena luce su quanto accaduto durante l’immersione.