
Solo in un secondo momento la donna avrebbe raccontato ai medici di aver ingerito volontariamente i tranquillanti. Questa circostanza ha portato il personale sanitario a intervenire con una lavanda gastrica e ad avviare tutti gli accertamenti del caso. Le sue condizioni sono progressivamente migliorate, consentendo ai sanitari di allentare la fase più critica del monitoraggio.
Dopo un periodo di osservazione nel reparto di Terapia Intensiva, i medici hanno deciso di trasferire la 66enne in un altro reparto specialistico dell’ospedale. Secondo quanto riferito, la donna non sarebbe ancora completamente lucida, ma il quadro clinico generale viene considerato stabile e sotto controllo.
È stato infatti disposto il trasferimento nel reparto di Psichiatria della struttura sanitaria di Vigevano. Accanto a lei sono rimasti costantemente il marito Giuseppe Sempio, il figlio Andrea e alcuni parenti stretti, che continuano a seguirne da vicino il percorso di recupero mantenendo però il massimo riserbo sulle circostanze che hanno portato al gesto.
Nel frattempo i legali della famiglia hanno rivolto un appello pubblico affinché cessino gli attacchi e i commenti offensivi comparsi sui social network. Cataliotti ha dichiarato: “Faccio un accorato appello all’opinione pubblica, soprattutto a chi frequenta i social network, affinché il clima si rassereni soprattutto laddove si parli di persone solo indirettamente coinvolte nelle indagini e che abbiano il solo torto di essere amiche o parenti di indagato, imputato o condannato”. Lo stesso avvocato ha poi spiegato che la decisione di confermare il tentato suicidio è nata dalla “paura che altri possano fornire dati medici sensibili” e dalla volontà di “provare a mettere un freno agli insulti che ancora adesso la donna riceve sui social”.