La nuova stagione televisiva ha riportato sotto i riflettori uno dei casi di cronaca più discussi degli ultimi vent’anni. A Quarto Grado, nella puntata di venerdì 4 settembre 2026, il confronto sul delitto di Garlasco si è concentrato su un elemento repertato nella villetta dei Poggi e rimasto per anni ai margini del procedimento.
Il momento è particolarmente delicato. Le nuove indagini su Andrea Sempio, accusato dell’omicidio di Chiara Poggi, si avvicinano infatti alla conclusione e presto si capirà quale strada verrà scelta: una richiesta di rinvio a giudizio, con la prospettiva di un processo, oppure un diverso epilogo investigativo. Intanto, ogni vecchio reperto viene riletto alla luce degli accertamenti più recenti.
Garlasco, il mistero dell’impronta che può cambiare lo scenario

Nel programma condotto da Gianluigi Nuzzi è tornata inevitabilmente anche la posizione di Alberto Stasi, che spera di arrivare a una revisione della condanna. Ed è proprio qui che emerge un particolare potenzialmente decisivo: un segno individuato all’interno dell’abitazione e mai entrato in alcun processo potrebbe assumere oggi un peso completamente diverso.

Si tratta della cosiddetta impronta 33, considerata dalla Procura uno degli indizi importanti nel nuovo fascicolo su Sempio. Secondo alcune ricostruzioni, l’eventuale dimostrazione della presenza di sangue potrebbe avere conseguenze anche sul percorso giudiziario di Stasi. Per comprendere perché, però, bisogna tornare all’agosto del 2007.
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