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“Quella t***”. Garlasco, intercettazione tra Alberto Stasi e la madre

L’impronta venne osservata dai Ris di Parma durante gli accertamenti nella casa dei Poggi. Il primo ingresso risale al 16 agosto, con il sopralluogo diretto da Aldo Mattei, allora capo della sezione impronte e fotografia e oggi comandante del Ris di Messina. Il 20 agosto nell’area fu applicata la ninidrina, sostanza capace di reagire con composti ricchi di amminoacidi, presenti per esempio nel sudore, nel bianco d’uovo e nel sangue, anche lavato. Nove giorni più tardi gli specialisti notarono una reazione molto intensa proprio in corrispondenza dell’impronta 33. Gli stessi militari ne hanno parlato ai magistrati della nuova inchiesta: “Si vedevano due o tre dita della mano, quella sembrava un’impronta lasciata da una mano bagnata”.

La vicinanza al corpo di Chiara Poggi fece ipotizzare già allora la presenza di sangue. Il Combur Test, che in caso di positività dovrebbe virare dal giallo al verde, diede però una reazione non uniforme e venne classificato come dubbio. Si procedette quindi con l’Obti Test, utilizzando una porzione di intonaco grattato e trattato con ninidrina: l’esito fu negativo per sangue umano. Gli investigatori dell’epoca archiviarono così il reperto come frammento palmare non utile.

A Quarto Grado, però, Carmelo Abbate ha espresso una convinzione radicalmente diversa: “Per me è la prova regina contro Sempio, ha una forza probatoria quanto il DNA sulle mutandine di Yara Gambirasio, da questo Sempio non uscirà. Per me è sangue. L’impronta 33 è lasciata dalla stessa mano che lascia l’impronta 45, lo dicono il RIS di Cagliari e Palmegiani, l’impronta 45 è una goccia di sangue unica. Consulenza di sei RIS vari depositata nel 2026, loro dicono che prima dell’applicazione della ninidrina l’analisi morfologica presentava caratteri di una forte connotazione cromatica, guarda caso è quella parte che al passaggio della ninidrina va a reagire in modo forte. La ninidrina reagisce a sudore, ma è trasparente, sperma, ma è trasparente, bianco d’uovo, ma è trasparente, sague e non è trasparente. Da qui penso ci sia un elemento rafforzativo che sia sangue. Per l’attribuzione c’è la relazione Iuliano Caprioli che lo dice”.

Una lettura contestata duramente da Angela Taccia, legale di Sempio, che ha annunciato il lavoro dei consulenti della difesa: “Rimango basita, le competenze purtroppo interessano a pochi di noi, se tutti siamo in grado di essere tuttologi, cosa vuole che dica. E’ un’impronta ritenuta non utile dall’inizio, c’è una sola parte che parla di sangue, la Procura si limita a parlare di impronta bagnata. I nostri consulenti sono al lavoro per dimostrare che quello non è sangue, non posso dire di più in Tv, sentire una persona non della materia così convinta e motivarla a logica per me non basta. Un bagno di umiltà farebbe bene”.

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