Verbali del 4 ottobre 2008: sovrapposizioni orarie e scontrino del parcheggio
La deposizione affronta, tra i punti principali, la parziale coincidenza degli orari tra il verbale di Andrea Sempio e quello di Alessandro Biasibetti, datati 4 ottobre 2008, oltre alla questione dello scontrino del parcheggio. Nel confronto viene evidenziato: “C’è un primo problema, perché il verbale di Sempio inizia alle 10.30 e finisce alle 14,40, ma è come se lei avesse il dono dell’ubiquità perché lo stesso giorno, alle 11,25, inizia il verbale di Biasibetti Alessandro”.
Il PM Civardi interrompere l’interrogatorio e mette Cassese in condizioni di non poter più rispondere significa che Cassese è potenzialmente indagato. #garlasco
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Avanti così dottor Civardi.. pic.twitter.com/7iEp1qlmFf
Cassese risponde ricostruendo quanto gli è possibile e dichiarando: “Io continuo a non avere una visione come un ricordo del famoso bigliettino del parcheggio. Questo verbale ha un lasso di tempo tra apertura e chiusura molto ampio, solitamente sono più veloce. Io non lo ricordo, però con questo verbale non posso escludere che effettivamente abbiamo atteso questo biglietto, ma non lo riesco a ricordare”. Quindi aggiunge: “Io, negli atti verbali che faccio, do atto di quello che succede, quando sospendo e quando non sospendo”. Sul mancato inserimento di una sospensione nel verbale, afferma: “Non mi ricordo. Probabilmente mi ha detto ‘Ho il biglietto, me lo faccio portare’. Invece di dare atto che veniva sospeso questo verbale siamo passati all’altra stanza e abbiamo iniziato a fare questo”. E conclude: “Io faccio sempre mente locale su quello che è successo e le dico che io non ricordo esattamente. Non riesco a ricordare la problematica di questa ricevuta del parcheggio”.
Durante la deposizione di Cassese al Procuratore Aggiunto Civardi, Cassese ha avuto qualche piccolo problema a ricordare alcuni dettagli su Andrea Sempio. Ad esempio, non riusciva a ricordare se i verbali fossero stati interrotti durante il malore di Sempio o quando Sempio si… pic.twitter.com/fBrodNYbFi
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Il riferimento all’ambulanza: “C’è la documentazione”
Durante la deposizione viene toccato anche il tema di un intervento di ambulanza che, secondo la documentazione acquisita, sarebbe avvenuto in quella giornata. Cassese dichiara: “Non ricordo cos’altro è successo. Ogni giorno avevamo a che fare con tanti testi, non riesco a collocare quel giorno con questi qua”. Aggiunge poi: “Non escludo che qualcuno possa essersi sentito male durante una verbalizzazione, però non lo ricordo, non ho una visione chiara di qualcuno che si è sentito male e che è stato richiesto l’intervento di autoambulanze. Basta vedere sul registro se c’è stata quest’ambulanza”. Nel confronto viene quindi precisato: “L’autoambulanza c’è stata, perché c’è la documentazione”.

Il richiamo del pm sulle dichiarazioni: cosa emerge dal verbale
Nella parte conclusiva del video, viene rivolto a Cassese un passaggio che ha generato particolare attenzione: “Non so che esperienza lei abbia dei processi. Forse qualcuno le ha detto che basta dire ‘Non ricordo’ e stiamo a posto. Non è così. Esistono le dichiarazioni false e le dichiarazioni reticenti”. Il carabiniere replica: “Ho imparato qualcosa. Ho fatto dieci anni di Procura a Napoli”, ricevendo come risposta “Non sembra”. Cassese conclude: “E allora io devo ricordare cose che non ricordo. Io dopo 18 anni ricordo minuzie e particolari di alcune cose dell’omicidio di Chiara Poggi, queste qua non le ricordo”. Il verbale viene quindi interrotto con la precisazione del pubblico ministero: “Io direi che possiamo interrompere il verbale. Il pubblico ministero ricorda che il Codice penale all’articolo 371 bis punisce le dichiarazioni non solo false, ma anche reticenti, e interrompe il verbale”.
Dibattito sulla posizione di Cassese: tra interpretazioni e assenza di notifiche
Il richiamo finale del pm ha alimentato discussioni, soprattutto online. Una parte degli utenti ha interpretato il passaggio come indicativo di un’iscrizione nel registro degli indagati per false informazioni al pubblico ministero, mentre altri lo hanno letto come un avvertimento previsto dalla prassi. Al momento, la situazione resta oggetto di interrogativi.
Secondo quanto riportato in precedenza dal Corriere della Sera, la vicenda sarebbe stata collegata a presunte verifiche a carico dell’ex capitano dei carabinieri per “false informazioni al pm”. Cassese, intervenuto successivamente in televisione, ha confermato l’esistenza dell’interrogatorio senza entrare nel dettaglio e ha dichiarato di non aver ricevuto notifiche relative a indagini a suo carico. In attesa di eventuali comunicazioni ufficiali della Procura, rimangono aperti i quesiti sulla sua effettiva posizione giudiziaria.