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“Stasi scagionato”. Garlasco, la notizia poco fa: cosa succede

Alberto Stasi e gli indizi: rilievi sulle consulenze e sulla ricostruzione

Una parte centrale dell’informativa riguarda l’analisi critica degli elementi che contribuirono alla condanna definitiva di Alberto Stasi nel 2015, arrivata dopo due assoluzioni. I carabinieri contestano diverse consulenze tecniche ritenute determinanti nel corso dei processi, richiamando “imprecisioni, inesattezze e falsità” in alcune analisi di natura scientifica.

Tra i profili evidenziati figura anche la ricostruzione legata alla bicicletta e al presunto scambio dei pedali, indicata come uno dei tasselli dell’accusa. Gli investigatori qualificano quella teoria come poco credibile e osservano che sarebbe risultata compatibile solo con un comportamento “degno di personaggi fumettistici”.

Nel rapporto viene inoltre rimesso in discussione il presupposto secondo cui Stasi non avrebbe potuto evitare di sporcarsi di sangue sulla scena del delitto. Gli investigatori richiamano episodi ritenuti comparabili per sostenere che una simile eventualità non possa essere esclusa in via assoluta.

Alberto Stasi in un

Messaggi e movente nel caso Garlasco: il ruolo delle chat tra Chiara Poggi e Alberto Stasi

Un ulteriore passaggio riguarda il movente attribuito a Alberto Stasi nelle fasi precedenti del procedimento. All’epoca, la Procura aveva ipotizzato che Chiara Poggi fosse rimasta turbata dalla passione del fidanzato per i video porno, ricostruendo possibili tensioni nella relazione.

Nell’informativa, tale lettura viene riconsiderata sulla base delle conversazioni tra i due: secondo gli investigatori, chat e messaggi descriverebbero un rapporto improntato a “tenerezza, timidezza e confidenza”, senza riferimenti a conflitti collegati a quel tema. Nel documento si evidenzia inoltre che Chiara sarebbe stata a conoscenza delle abitudini del fidanzato e che non emergerebbero segnali di disapprovazione.

Secondo quanto riportato, questi elementi contribuirebbero a incidere sulla tenuta complessiva dell’impianto accusatorio che portò alla condanna definitiva di Alberto Stasi per l’omicidio di Chiara Poggi nel caso Garlasco.

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