Gli investigatori e i tecnici del soccorso stanno lavorando per chiarire cosa abbia provocato l’incidente. Non si esclude alcuna ipotesi, compresa una caduta durante la progressione in quota o un evento improvviso legato alle difficili condizioni dell’ambiente alpino.
Il Gran Paradiso è una meta molto amata dagli alpinisti, soprattutto nei mesi primaverili ed estivi, quando numerose cordate affrontano i percorsi che conducono alla vetta oltre i quattromila metri. Proprio l’elevata frequentazione rende particolarmente delicato ogni intervento di soccorso.
Negli ultimi mesi la montagna valdostana era già stata teatro di altri incidenti. Alla fine di maggio un alpinista lombardo di 54 anni aveva perso la vita precipitando dalla parete nord del Gran Paradiso mentre si trovava a pochi metri dalla vetta. I due compagni di cordata erano stati recuperati illesi dal Soccorso Alpino.
Le autorità stanno ora raccogliendo testimonianze e verificando il percorso seguito dagli alpinisti per comprendere con precisione la sequenza degli eventi che ha portato al drammatico epilogo.
Nelle prossime ore potrebbero emergere ulteriori dettagli sulle vittime e sulla dinamica dell’incidente. Intanto il mondo dell’alpinismo si stringe attorno alle famiglie delle persone coinvolte in quella che si configura come una delle più gravi tragedie in montagna degli ultimi tempi in Valle d’Aosta.