
Gli avvocati della famiglia Poggi intervengono con una posizione molto netta sul caso Alberto Stasi, precisando che l’eventuale concessione di una misura alternativa non equivale né a una liberazione né a una revisione della condanna. «Stasi ha diritto, come ogni condannato, alla possibilità di beneficiare della misura alternativa dell’affidamento ai servizi sociali», ricordano i legali Gian Luigi Tizzoni e Francesco Compagna.
Il 42enne, condannato in via definitiva a 16 anni di reclusione per l’omicidio di Chiara Poggi, resta infatti, sottolineano, un detenuto a tutti gli effetti, con una pena che continua a produrre i suoi effetti giuridici e sostanziali.
Per la parte civile, la misura alternativa non incide in alcun modo sull’accertamento dei fatti già cristallizzato nelle sentenze definitive. «Questo non lo rende ancora un uomo libero e la condanna resta, sia formalmente che sostanzialmente», ribadiscono i legali, rimarcando la distinzione tra fase esecutiva e giudizio di responsabilità.
La presa di posizione arriva dopo l’udienza del Tribunale di Sorveglianza di Milano, chiamato a valutare la richiesta di affidamento in prova ai servizi sociali avanzata dalla difesa di Stasi. I giudici si sono riservati la decisione, che verrà depositata nei prossimi giorni.
Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva