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Addio al famoso giornalista italiano, la notizia è appena arrivata

David Parenzo ricorda il giornalista Daniele Compatangelo

Il ricordo di David Parenzo

Tra i messaggi di cordoglio spicca quello di David Parenzo, che con Daniele Compatangelo aveva condiviso un rapporto professionale consolidato nel tempo. Il conduttore de L’aria che tira ha espresso il proprio dolore in dichiarazioni rese all’Adnkronos, ricordando non soltanto il valore del collega ma anche il legame personale nato nel contesto lavorativo.

“Dire che sono sconvolto è poco”. David Parenzo ricorda così Daniele Compatangelo, giornalista e corrispondente de La7 da Washington, morto improvvisamente. “Non era soltanto un grande professionista, ma era anche un vero amico. Nel nostro mestiere capita che un rapporto professionale si trasformi in un rapporto di amicizia, e con Daniele è stato proprio così”, spiega il giornalista e conduttore dell’ ‘Aria che Tira’ all’Adnkronos.

Le parole di Parenzo delineano il profilo di un giornalista stimato dai colleghi e profondamente coinvolto nel proprio mestiere. Il lavoro del corrispondente dall’estero richiede continuità, conoscenza del territorio e capacità di rendere comprensibili anche le vicende più complesse a chi segue gli eventi dall’Italia: aspetti che hanno caratterizzato l’esperienza professionale di Compatangelo.

La collaborazione con La7 si inseriva in un percorso già ricco di esperienze. Dagli Stati Uniti, Compatangelo aveva seguito con regolarità l’evoluzione della politica americana, offrendo al pubblico italiano elementi di contesto e aggiornamenti su un Paese centrale negli equilibri internazionali. Il suo ruolo di corrispondente gli aveva consentito di osservare da vicino appuntamenti e protagonisti della vita pubblica statunitense.

Dalle origini italiane alla carriera negli Stati Uniti

Nato a Savona e cresciuto a Torino, Daniele Compatangelo aveva vissuto anche a Roma prima di trasferirsi stabilmente negli Stati Uniti. Il passaggio oltreoceano avrebbe segnato in modo decisivo la sua carriera, senza però interrompere il legame professionale con l’informazione italiana e con le emittenti del Paese.

Nel corso di oltre venticinque anni di attività, il giornalista aveva collaborato con diverse testate e realtà editoriali. Tra queste figurano Sky e Il Secolo XIX. Alla professione giornalistica aveva affiancato anche incarichi nel campo della comunicazione istituzionale, maturando un’esperienza articolata tra informazione, relazioni pubbliche e produzione di contenuti.

Il suo percorso non era limitato alla cronaca politica. Compatangelo aveva seguito grandi eventi internazionali, dedicandosi anche al racconto dello sport e alla realizzazione di lavori di approfondimento. Questa varietà di temi e formati ha contribuito a definire un profilo professionale capace di muoversi tra televisione, documentario e corrispondenza dall’estero.

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