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Addio bollo auto, chi risparmia e chi invece viene escluso: le decisioni del governo

Chi continuerebbe a pagare il bollo auto

Resterebbero invece fuori dall’esenzione le automobili con potenza oltre gli 80 kW. Nelle configurazioni più prestanti non potrebbero quindi beneficiare della misura numerose Volkswagen Golf, Toyota Yaris Cross, Audi A3, BMW Serie 1 e Mercedes Classe A, oltre a molti modelli appartenenti ai segmenti medio-alti, premium o sportivi.

Per questi proprietari continuerebbe ad applicarsi l’attuale disciplina della tassa automobilistica, che viene determinata in base alla potenza del mezzo e alle regole regionali vigenti. Per le vetture che superano le soglie previste dalla normativa nazionale resterebbe inoltre in vigore anche il superbollo, ossia l’addizionale collegata ai veicoli di maggiore potenza.

L’eventuale riforma non cancellerebbe quindi tutte le differenze oggi esistenti tra i vari mezzi. Il bollo auto rimarrebbe dovuto per le vetture che non rispettano il requisito tecnico, mentre la nuova esenzione sarebbe concentrata su una parte precisa del parco circolante. Il limite dei 80 kW rappresenta il confine tra chi potrebbe smettere di pagare e chi, invece, resterebbe escluso.

Quando scatterebbe il possibile risparmio

Un aspetto essenziale riguarda le tempistiche. La nuova disciplina, se confermata senza modifiche, si applicherebbe ai pagamenti con scadenza dal 1° gennaio al 31 dicembre 2027. Non avrebbe dunque effetto sulle somme dovute nel corso del 2026, anno per il quale continuerebbero a valere le disposizioni attualmente applicate.

Questo significa che il risparmio non sarebbe immediato. I proprietari interessati dovrebbero continuare a rispettare le scadenze previste fino alla fine del 2026 e attendere il 2027 per verificare l’applicazione dell’esenzione. La situazione richiederà comunque ulteriori chiarimenti operativi, soprattutto per definire le modalità con cui i dati dei veicoli e dei proprietari saranno utilizzati.

Il nodo delle Regioni e delle minori entrate

Il bollo auto è una tassa il cui gettito viene oggi incassato dalle Regioni. L’esclusione di milioni di veicoli dal pagamento potrebbe quindi ridurre in modo significativo le entrate territoriali. Per compensare questo effetto, il governo ha previsto trasferimenti statali dedicati, destinati a coprire le risorse mancanti.

Il provvedimento apre così uno scenario di ampia portata: da una parte il possibile alleggerimento per milioni di contribuenti, dall’altra la necessità di garantire alle Regioni una copertura economica adeguata. Fino all’entrata in vigore delle nuove regole, il punto decisivo resterà lo stesso: controllare la potenza riportata sulla carta di circolazione e attendere i passaggi attuativi che definiranno con precisione chi potrà davvero dire addio al bollo auto dal 2027.

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