
C’è un tipo di silenzio che fa più rumore di qualunque sirena. Quello che ti aspetti di rompere con una chiave nella serratura, con un saluto veloce, con la porta che si apre all’ora giusta. E invece no: resta lì, appeso nell’aria, mentre l’attesa diventa inquietudine e l’inquietudine si trasforma in paura. Perché quando una giornata inizia come tutte e poi inciampa in un’assenza inspiegabile, ogni minuto pesa il doppio. I telefoni squillano, i messaggi restano senza risposta, e chi doveva essere un punto fermo sembra svanito nel nulla. È in quel vuoto che una comunità intera comincia a trattenere il fiato.
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Solo dopo, tra sguardi bassi e parole spezzate, emerge il quadro: un medico di famiglia di 38 anni, con quasi 2.000 assistiti, non si è presentato in studio. E in poche ore la notizia corre ovunque, insinuandosi tra ambulatori, farmacie e case, lasciando dietro di sé una sensazione gelida: quella di aver perso, all’improvviso, qualcuno su cui si contava davvero. (Scopriamo tutti i dettagli nella pagina successiva…)